Mirandola. Ha 82 anni, da più di 5 vive in roulotte: «Burocrazia inumana»
Da un lato una donna di 82 anni che con il marito, che ormai non c’è più, ha allevato tra povertà e tanti sacrifici ben 10 figli.Sei bambini nati dal precedente matrimonio del marito, e...
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MIRANDOLA. Da un lato una donna di 82 anni che con il marito, che ormai non c’è più, ha allevato tra povertà e tanti sacrifici ben 10 figli.
Sei bambini nati dal precedente matrimonio del marito, e quattro figli frutto invece della loro relazione.
Dall’altro una burocrazia lenta ed imbarazzante che, facendo leva sui noti cavilli, sul gioco dello scaricabarile, non è ancora stata in grado - dopo 5 anni - di “liberare” una pratica di inizio lavori per ristrutturare la casa inagibile di questa vedova.
Per un motivo o per l’altro (tanto nessuno si prende mai la colpa...) la pratica, presentata al Comune di Mirandola più volte dal 2012 ad oggi, è sempre stata rispedita al mittente.
Fatto sta che Albertina Dotti vive ancora in una roulotte nel giardino di casa, in via Case Popolari a Mortizzuolo, con la sua cagnolina Margot, rimasta paralizzata alle zampe essere finita sotto ad un’auto.
Quando l’abbiamo conosciuta, a fine maggio, ci aveva raccontato della sua triste situazione e delle promesse: «Appena dopo il sisma, un ingegnere del Comune è venuto qui dicendomi di non preoccuparmi che entro la fine del 2012 sarei tornata in casa mia. Ma così non è mai stato. Eppure la pratica l’abbiamo presentata subito dopo il terremoto, c’è sempre stato un problema…».
Puntuale era arrivata quindi la smentita del Comune: «La pratica di ricostruzione dell’abitazione di Albertina è stata presentata in Comune il 30 dicembre 2016. Non è vero che è stata presentata subito dopo il sisma. Alla signora va tutta la solidarietà dell’amministrazione comunale»... Così qualche giorno fa siamo tornati a trovare Albertina, che ci ha accolti con il solito sorriso dolce e buono.
Nonostante motivi per sorridere ne abbia ben pochi. Perché nulla è cambiato per lei: stessa roulotte e stesso immobilismo burocratico. «In cinque anni la pratica l’abbiamo presentata 7 volte in Comune, ma ci hanno sempre detto che non andava bene, che mancava qualcosa, non credo sia vero che ci siamo mossi solo a dicembre 2016. L’ultima volta l’abbiamo presentata 15 giorni fa, ma ormai non ci spero più.... Possibile ci sia sempre qualcosa che non va bene? E dal Comune qui non è venuto nessuno. Vorrei invitare il sindaco o un assessore a vivere nella mia roulotte con i 40 gradi che ci sono stati in questi giorni e poi dirmi. Chiedo solo di poter tornare in casa mia».
Valentina Corsini
Sei bambini nati dal precedente matrimonio del marito, e quattro figli frutto invece della loro relazione.
Dall’altro una burocrazia lenta ed imbarazzante che, facendo leva sui noti cavilli, sul gioco dello scaricabarile, non è ancora stata in grado - dopo 5 anni - di “liberare” una pratica di inizio lavori per ristrutturare la casa inagibile di questa vedova.
Per un motivo o per l’altro (tanto nessuno si prende mai la colpa...) la pratica, presentata al Comune di Mirandola più volte dal 2012 ad oggi, è sempre stata rispedita al mittente.
Fatto sta che Albertina Dotti vive ancora in una roulotte nel giardino di casa, in via Case Popolari a Mortizzuolo, con la sua cagnolina Margot, rimasta paralizzata alle zampe essere finita sotto ad un’auto.
Quando l’abbiamo conosciuta, a fine maggio, ci aveva raccontato della sua triste situazione e delle promesse: «Appena dopo il sisma, un ingegnere del Comune è venuto qui dicendomi di non preoccuparmi che entro la fine del 2012 sarei tornata in casa mia. Ma così non è mai stato. Eppure la pratica l’abbiamo presentata subito dopo il terremoto, c’è sempre stato un problema…».
Puntuale era arrivata quindi la smentita del Comune: «La pratica di ricostruzione dell’abitazione di Albertina è stata presentata in Comune il 30 dicembre 2016. Non è vero che è stata presentata subito dopo il sisma. Alla signora va tutta la solidarietà dell’amministrazione comunale»... Così qualche giorno fa siamo tornati a trovare Albertina, che ci ha accolti con il solito sorriso dolce e buono.
Nonostante motivi per sorridere ne abbia ben pochi. Perché nulla è cambiato per lei: stessa roulotte e stesso immobilismo burocratico. «In cinque anni la pratica l’abbiamo presentata 7 volte in Comune, ma ci hanno sempre detto che non andava bene, che mancava qualcosa, non credo sia vero che ci siamo mossi solo a dicembre 2016. L’ultima volta l’abbiamo presentata 15 giorni fa, ma ormai non ci spero più.... Possibile ci sia sempre qualcosa che non va bene? E dal Comune qui non è venuto nessuno. Vorrei invitare il sindaco o un assessore a vivere nella mia roulotte con i 40 gradi che ci sono stati in questi giorni e poi dirmi. Chiedo solo di poter tornare in casa mia».
Valentina Corsini
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