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Modena, Lo stadio Braglia è in stato pietoso

Modena, Lo stadio Braglia è in stato pietoso

L’impianto riconsegnato dal Modena Calcio al Comune Dal prato a spogliatoi e palestra: una situazione di degrado

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MODENA. La situazione era sotto gli occhi di tutti da mesi, ma quando il Comune l’ha presa in mano, dopo aver deliberato la revoca della concessione dell’impianto al Modena Fc, si è rivelata “peggiore del previsto” e tale da “creare grande preoccupazione per le sorti dell’impianto sportivo”.

Sono questi i commenti ufficiali dell’amministrazione all’inizio dei lavori deliberati per ridare dignità allo stadio Braglia. Ieri, nel corso di un sopralluogo effettuato da tecnici e addetti ai lavori, lo stato in cui versa l’impianto di viale Monte Kosica si è manifestato in tutta la sua realtà nuda e cruda: uno stadio che ormai cade a pezzi, nel quale incuria e sporcizia regnano sovrane. Peggio di alcuni campi di periferia, se solo si guardano le condizioni di spogliatoi, palestre e tunnel che porta al terreno di gioco, con infiltrazioni di acqua e oggetti accatastati qua e là.

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Colpa delle inadempienze del vecchio gestore, che ha il nome del presidente gialloblù Antonio Caliendo, nonostante già nei mesi scorsi il Modena Fc si fosse provato a difendere sostenendo che la risoluzione di alcuni di questi problemi strutturali spettasse al Comune, non riguardando la manutenzione ordinaria.



Il Comune non ha ancora preso possesso dello stadio Braglia dopo la revoca della concessione - sottolineano da piazza Grande - e, pur avendo approvato i progetti per realizzare alcuni interventi di manutenzione straordinaria dal costo complessivo di 100mila euro, per ora si è partiti solo con la pulizia delle aree per il pubblico e la parte relativa all’impiantistica: il complesso dello stadio è stato inserito nell’attività di Sinergie, l’azienda di Hera che si è aggiudicata la gestione energia e calore di tutti gli edifici comunali e che al Braglia ha avviato lavori di ripristino dell’impianto idrico sanitario e termico, dell’illuminazione e della videosorveglianza.

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Per l’inizio degli interventi relativi al terreno di gioco, invece, è necessario il passaggio formale dell’impianto al Comune, che dovrebbe avvenire entro il mese di agosto. «Nei prossimi giorni è previsto un sopralluogo tecnico congiunto - precisa la nota dell’amministrazione comunale - ma non vorremmo che la situazione del terreno di gioco, dovuta probabilmente all’insufficiente manutenzione degli ultimi mesi, venisse nel frattempo ulteriormente pregiudicata».

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Il rischio è che la spesa sia più pesante e che i tempi si dilatino, rendendo impossibile riconsegnare ai modenesi uno stadio curato prima dei tempi previsti, cioè domenica 3 settembre.

Il Modena Fc è moroso da inizio 2016: tre rate del mutuo acceso nel 2002 con l’Istituto per il credito sportivo, che ora sarà estinto proprio dal Comune dopo il decadimento della convenzione, non sono state pagate al pari di altre tasse. La cifra è superiore a 400mila euro. Il Comune dovrà versare una somma complessiva di 4,4 milioni come causa di decadenza automatica della convenzione. La strategia sarebbe quella di affidare poi la gestione ad un soggetto terzo o, in un futuro, mettere in vendita lo stadio. Tutto sarebbe più semplice se l’interlocutore numero uno, cioè chi il campo lo utilizza quotidianamente, sanasse la propria posizione e concordasse un affitto in sostituzione del vecchio mutuo, pagandolo in anticipo. Ma forse è un’utopia.

Marco Costanzini
 

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