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«Parco sui Viali, occasione per la rinascita»

«Parco sui Viali, occasione per la rinascita»

Il professor Agnoletto e le ipotesi su come recuperare il progetto dei chioschi bloccato dai giudici

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«Un’amministrazione di sinistra dovrebbe produrre un progetto di vera tutela del parco delle Rimembranze che è un luogo dedicato alla memoria come ad esempio è il parco di Trieste e in parte quello di Carpi. Invece insiste con il lato commerciale, anche se per la movida nella città odierna ci sono luoghi ben più interessanti».

Nel dibattito sui chioschi in cemento armato che attendono di conoscere il loro futuro, interviene oggi il professore Matteo Agnoletto, modenese professore associato in composizione architettonica presso il Dipartimento di Architettura dell'Università di Bologna. Un parere da esperto su una vicenda che ha seguito da modenese interessato alle sorti di uno dei parchi più importanti della propria città.

« A mio modo di vedere e anche dopo avere consultato alcuni esperti che hanno letto la recente sentenza di assoluzione sui chioschi il Comune dovrebbe quindi cogliere la palla la balzo, essere moderno. - prosegue Matteo Agnoletto - La vicenda prevede infatti una scelta politica perché il giudice Malvasi ha assolto sulla situazione specifica che le parti gli hanno presentato. Altra cosa è un progetto che spetta a una amministrazione comunale».

Il professor Agnoletto ha riletto la parte finale delle motivazioni del Tribunale di Modena che a fine giugno ha assolto ex assessori, dirigenti comunali e della Soprintendenza. Il giudice scrive che gli scheletri di cemento sono dissequestrati e tornano al Comune «Quale avente diritto, affinché possa provvedere tempestivamente alla adozione e realizzazione di un progetto che consenta la riapertura dei chioschi (Bobotti, ex Tosco, del Cedro, Bar Elio, ndr), presupposto indispensabile per il perseguimento del fine di interesse pubblico di riqualificazione di prestigiosa zona verde». Nelle ultime righe, però, il giudice aggiunge che ci dovrà essere «Un progetto di minimo impatto ambientale, con le strutture adeguate dal punto di vista sanitario, di dimensioni magari più contenute rispetto al precedente progetto, in numero assai inferiore e comunque proporzionato alle dimensioni del parco, con l’utilizzo di materiali in armonia con il contesto verde e storico».

Nei giorni scorsi, qualcuno lo ricorderà, c’è poi stato un acceso scambio di vedute tra il sindaco Gian Carlo Muzzarelli - che vorrebbe completare il parco con il progetto “assolto” - e il soprintendente Luigi Malnati che lo ritiene invece un monumento sul quale non si costruisce. Riprende da questo punto Agnoletto: «Il Comune, lette le motivazioni, avrebbe dovuto chiedersi che cos’è il parco, appunto un luogo storico della memoria. La Modena centrale, innegabilmente cresciuta negli ultimi anni, può andare altrove e per questo per salvaguardare il luogo io toglierei anche le panchine. Serve un ottimo progetto che salvaguardi qui il verde e la storia, dunque serve una intelligente proposta comunale altrimenti i vertici della Soprintendenza attuale potranno fare le proprie valutazioni. E invece stiamo qui a parlare di servizi igienici delle baracchine: tutto ciò è svilente. Ripartiamo da zero, con grande slancio».

L’esperto pone infine l’accento su un particolare: «Ci è stato sempre detto che la struttura posta al fianco dell’ex cinema Principe, peraltro fallita, era il chiosco-tipo. E’ sempre così o c’è un progetto nuovo che non conosciamo in città?».

Stefano Luppi

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