“Prima Pagina”: Piacentini Editore è fallito
Il curatore dovrà pagare gli ex giornalisti creditori, il costruttore oggi è socio de “L’Unità” renziana
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A fine ottobre era stata chiusa la redazione di Prima Pagina. Il 2 agosto è a stato registrato in Tribunale il fallimento della società del suo editore, la Pe Srl, Piacentini Editore di Castelnuovo. La dottoressa Diana Rizzo è stata nominata curatrice fallimentare. Dovrà trovare un modo per pagare i creditori tra i quali anche alcuni dei sei giornalisti dipendenti della redazione. In compenso, si troverà da inventariare i beni rimasti consistenti prevalentemente in attrezzature giornalistiche: telefoni, fax, computer eccetera. Mentre si traghetta questo naufragio giornalistico locale, il socio di maggioranza della azienda fallita, la famiglia del costruttore Dino Piacentini, continua a svolgere attività di editore con la sua società Eyu (in quota del 40%) pubblicando L’Unità, un tempo giornale del Partito Comunista Italiano e oggi brand del Pd (che è socio di maggioranza col 60% delle quote). Tornando a Modena, il fallimento di Prima Pagina è arrivato dopo cinque annidi attività che aveano seguito la precedente avventura chiusa in modo burrascoso quella de L’Informazione. Con un preavviso di soli undici giorni, in ottobre Dino Piacentini e sui suoi familiari hanno fatto chiudere la sede della redazione in via Emilia Est senza che giornalisti e dipendenti avessero sentore della decisione, lasciandoli disoccupati con un’indennità di otto mesi che è stata pagata a oggi al 60% (per il resto la Piacentini Editore ha liquidato tutte le voci riguardanti stipendi e contributi). Se al momento della chiusura del quotidiano era stato raggiunto un accordo per rateizzare il pagamento di altri debiti coi dipendenti (allora comprendenti stipendi arretrati e tfr), proprio il 40% di indennità non pagate fa sì che chi deve ricevere ancora quei soldi - e sono migliaia di euro - adesso sarà iscritto come creditore nel procedimento del fallimento.
Carlo Gregori
Carlo Gregori
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