castelfranco. condannato per minacce
«Quell’ubriaco non è del centro»
Gli islamici: «Aveva già tentato di danneggiare la nostra sede»
2 MINUTI DI LETTURA
CASTELFRANCO. «L’imputato non ha mai frequentato il nostro centro culturale in quanto non risulta tra i nostri soci tesserati né ha mai partecipato ad alcuna delle attività svolte presso la nostra associazione». Inizia così la lettera di Bassam Ben Salah, presidente dell’associazione Culturale Islamica, relativamente alla condanna di un magrebino a otto mesi per aver minacciato di incendiare la loro sede.
«Né il nostro imam, né gli altri soci e i responsabili dell’associazione hanno mai tentato di parlargli e di convincerlo ad abbandonare il suo stile di vita poiché in contrasto con le indicazioni dell’Islam poiché non rientra tra gli scopi dell’associazione, i quali sono di aiuto e soccorso alle persone che vi si rivolgono in quanto in stato di bisogno».
Il presidente svela alcuni retroscena della vicenda. «Gli accadimenti del 31 luglio si sono svolti nel seguente modo: il marocchino in questione, già in evidente stato di ebbrezza, si è recato presso la sede dell’associazione e dapprima ha minacciato il nostro imam con frasi del tipo “ti brucio a te e i locali della moschea” e poi ha danneggiato il cancello, ha sradicato una delle tre ante della porta gettandola sulla pubblica via e danneggiato le altre due, ha rotto sei vasi in terracotta contenenti piante ornamentali, gettandoli anch’essi sulla pubblica via. Così i responsabili dell’associazione hanno avvertito i carabinieri di Castelfranco, che si sono recati sul posto anche per il fatto che già il 20 luglio l’associazione è stata vittima di episodi di danneggiamento sempre da parte della medesima persona. Tengo a precisare che è assolutamente falsa la circostanza che l’imputato sia mai stato vessato o picchiato dai soci o dai responsabili, tanto che non ha sporto denuncia-querela. Altrettanto contraria al vero è la circostanza che l’imam sia il tesoriere dell’associazione, in quanto gli organi interni sono costituiti da soggetti che svolgono solo funzioni amministrative e non anche religiose. La nostra associazione non ha il compito di convincere le persone a seguire determinati stili di vita, credendo che la liberà individuale e la libera autodeterminazione siano valori intangibili».
«Né il nostro imam, né gli altri soci e i responsabili dell’associazione hanno mai tentato di parlargli e di convincerlo ad abbandonare il suo stile di vita poiché in contrasto con le indicazioni dell’Islam poiché non rientra tra gli scopi dell’associazione, i quali sono di aiuto e soccorso alle persone che vi si rivolgono in quanto in stato di bisogno».
Il presidente svela alcuni retroscena della vicenda. «Gli accadimenti del 31 luglio si sono svolti nel seguente modo: il marocchino in questione, già in evidente stato di ebbrezza, si è recato presso la sede dell’associazione e dapprima ha minacciato il nostro imam con frasi del tipo “ti brucio a te e i locali della moschea” e poi ha danneggiato il cancello, ha sradicato una delle tre ante della porta gettandola sulla pubblica via e danneggiato le altre due, ha rotto sei vasi in terracotta contenenti piante ornamentali, gettandoli anch’essi sulla pubblica via. Così i responsabili dell’associazione hanno avvertito i carabinieri di Castelfranco, che si sono recati sul posto anche per il fatto che già il 20 luglio l’associazione è stata vittima di episodi di danneggiamento sempre da parte della medesima persona. Tengo a precisare che è assolutamente falsa la circostanza che l’imputato sia mai stato vessato o picchiato dai soci o dai responsabili, tanto che non ha sporto denuncia-querela. Altrettanto contraria al vero è la circostanza che l’imam sia il tesoriere dell’associazione, in quanto gli organi interni sono costituiti da soggetti che svolgono solo funzioni amministrative e non anche religiose. La nostra associazione non ha il compito di convincere le persone a seguire determinati stili di vita, credendo che la liberà individuale e la libera autodeterminazione siano valori intangibili».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
