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Capannoni dell’ex Piemme Si riprova l’abbattimento

di Gabriele Bassanetti
Capannoni dell’ex Piemme Si riprova l’abbattimento

Dopo cinque anni di stallo avanza il piano per realizzare un quartiere residenziale Fiorano e Maranello danno il primo nullaosta. Più tutele anche al torrente Fossa

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FIORANO. Cambia il piano di riqualificazione dell’area ex Ceramiche Piemme a Torre delle Oche. Un accordo di ambito era già stato siglato nel 2012 dalla proprietà (ceramiche Piemme) e dai Comuni di Fiorano e Maranello che si dividono il territorio interessato dal complesso, in un’area di confine. Prevedeva anche tempi certi e definiti per l’abbattimento dei capannoni e delle palazzine uffici di quello che un tempo era un insediamento produttivo a tutti gli effetti, ma da anni ormai dismesso. Solo che il piano originale non è stato rispettato, sia per il cambiamento di assetto societario della Piemme che per il periodo di contrazione economica che ha reso impossibile proseguire nel progetto originario: prevedeva un insediamento abitativo con palazzine di pregio e una viabilità alternativa, con una sorta di circonvallazione che avrebbe agevolato il passaggio delle auto anche in presenza di una nuova area abitata.

I tempi sono trascorsi senza il rispetto dell’accordo e quindi nei giorni scorsi la proprietà e i due Comuni si sono ritrovati per definirne uno nuovo, ora approvato dalle due Giunte. Si tratta di uno schema che poi dovrà essere sottoposto ai Consigli comunali, adottato e poi approvato.

Il piano cambia in alcuni punti, ma sostanzialmente resta quello di un insediamento abitativo di villette. Non si fa più menzione della viabilità alternativa di cui la proprietà avrebbe dovuto farsi carico, ma si sottolinea il vantaggio di sostituire un insediamento produttivo con uno residenziale in relazione ai passaggi di mezzi pesanti (che però con l’ex Piemme chiusa da una decina d’anni erano già inesistenti). Altro motivo per cui i due municipi coinvolti si dicono soddisfatti è ovviamente quello della drastica diminuzione delle cubature costruite e del miglioramento anche visivo del complesso rispetto alle attuali strutture abbandonate e di nessun pregio.

C’è anche un aspetto importante dal punto di vista ambientale perché davanti all’insediamento dismesso scorre il torrente Fossa, con un’area a vincolo di almeno 150 metri dal corso d’acqua. La nuova impostazione prevede in effetti ampi spazi a verde proprio a ridosso del Fossa in modo da costituire un’ulteriore protezione al corso d’acqua, lungo il qualche fra l’altro corre anche un percorso natura molto frequentato che raggiunge le Salse di Nirano.

Nella stessa area viene valutata anche la possibilità di un insediamento di terziario, vale a dire punti vendita che potranno rappresentare un vantaggio anche per la vicina riserva delle salse di Nirano, costituendo un appoggio per le migliaia di visitatori che salgono ai centri visita.



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