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Fermare le baby gang: parte l’educativa di strada

di Serena Arbizzi
Fermare le baby gang: parte l’educativa di strada

Il progetto, promosso dal Comune, prenderà il via da settembre. Durerà un anno L’assessore Saina: «Esperti avvicineranno i giovani nei luoghi in cui s’incontrano»

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Una mappatura del territorio, incentrata sui luoghi frequentati dai giovani per avere conoscenze di “prima mano” su dinamiche e bisogni giovanili. Ancora, promuovere azioni per la prevenzione del disagio negli adolescenti, prevenire i comportamenti a rischio, con attività di sensibilizzazione relativamente all’uso e all’abuso di sostanze legali e illegali, all’adozione di comportamenti sessuali a rischio. Questi gli obiettivi del servizio di educativa di strada: si tratta di un’attività rivolta a gruppi di adolescenti e giovani nei luoghi di ritrovo, con l’obiettivo di costruire una relazione significativa fra loro e con gli educatori e di far emergere idee valide ad arginare episodi come quello che si è verificato nella tarda serata di martedì, quando una ragazzina è finita all’ospedale per aver difeso un amico da due adolescenti che si erano avvicinati in bicicletta al gruppetto di adolescenti, in piazza Martiri davanti al Castello, vicino al Cortile delle Stele. I due stavano prendendo in giro il componente più piccolo della compagnia e quando la giovane ha preso le sue difese le hanno dato uno schiaffo tanto forte da costringerla a farsi medicare al Pronto soccorso.

«L’affidamento del servizio avrà la durata di un anno, a partire dal primo di settembre fino al 31 agosto 2018 - afferma l’assessore alle politiche giovanili, Milena Saina, che illustra il progetto, promosso dal Comune - L’educativa di strada verrà attuata nel corso di 975 ore. Il valore complessivo dell’appalto ammonta a 23.809 euro. Tra gli scopi dell’educativa di strada c’è anche quello di sviluppare la collaborazione con i servizi e gli enti del territorio, tra cui le scuole, i centri di aggregazione giovanile, come lo Spazio Giovani Mac’è!, l’Informagiovani del Quicittà, Free Entry, Servizio sociale tutela minori, centro per le famiglie, spazio giovani del consultorio, centro adolescenza e servizio dipendenze patologiche azienda Usl, e le associazioni giovanili e con i progetti attivi sul territorio. Tra gli interventi ai quali si vuole dare vita, c’è un servizio organizzato insieme agli istituti scolastici del territorio, in particolare presso le scuole superiori presenti nel Comune e negli spazi vicini. Questo perché, tramite l’educativa di strada si vuole promuovere un collegamento tra la rete scolastica e l’ambiente al di fuori della scuola in cui gli adolescenti si muovono».

I luoghi dove verrà svolto il servizio di educativa di strada sono quelli di ritrovo abituali dei giovani, come i parchi della città, le piazze e i centri di aggregazione giovanile sul territorio e nelle sue frazioni, a partire proprio dallo Spazio Giovani Mac’è! così come i bar e i pub. Qualsiasi luogo, insomma, dove gli adolescenti si ritrovino e dove vi siano situazioni a rischio.

«L’episodio di martedì sera ci fa capire che, rispetto al passato, oggi si è abbassata l’età dei giovani che si ritrovano fuori fino a tarda ora - continua la titolare delle politiche giovanili - Inoltre, non ci sono più gruppi precisi, identificabili. Oggi si assiste a ragazzini di 11 o 12 anni che rimangono fuori di notte. Questo fenomeno si accentua soprattutto con la bella stagione. E ci si chiede: dove siano le famiglie? Sono tutti aspetti su cui riflettiamo nel tavolo sulla sicurezza cui partecipano anche le forze dell’ordine e i dirigenti scolastici. Ci incontriamo periodicamente per capire quali siano gli strumenti da adottare per arginare i problemi legati ai giovani» conclude l’assessore Saina.

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