la denuncia
Gli accattoni molesti chiedono soldi: «Ora basta»
Anche ieri mattina sono arrivate segnalazioni di parcheggiatori abusivi a ridosso del centro che, al venerdì e martedì, in occasione dei mercati settimanali, si riempie di gente che arriva anche...
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Anche ieri mattina sono arrivate segnalazioni di parcheggiatori abusivi a ridosso del centro che, al venerdì e martedì, in occasione dei mercati settimanali, si riempie di gente che arriva anche dalle colline e dai paesi vicini.
«Non siamo più libero di lasciare l’auto in un parcheggio pubblico - racconta A.G. - perché se non dai soldi agli accattoni , corri il reale rischio di trovare brutte sorprese al ritorno. Oltretutto quando ho chiamato la polizia municipale ho dovuto attendere diverso tempo la risposta ed ho riattaccato. Risultato: o si lascia la propria vettura nel parcheggio della stazione per Modena (ma è lo stesso in quello della stazione per Reggio Emilia) ugualmente, con tutti i diritti di farlo essendo un luogo pubblico e per l’uso libero di tutti, col rischio di averla segnata, oppure dare dei soldi ai furbi di turno di colore, sperando che davvero controllino che tutto vada bene. In ogni caso - conclude il lettore - gli unici a rimetterci siamo noi cittadini, certamente “non liberi” nella nostra città, con le istituzioni che permettono questi comportamenti irregolari». (al. sci.)
«Non siamo più libero di lasciare l’auto in un parcheggio pubblico - racconta A.G. - perché se non dai soldi agli accattoni , corri il reale rischio di trovare brutte sorprese al ritorno. Oltretutto quando ho chiamato la polizia municipale ho dovuto attendere diverso tempo la risposta ed ho riattaccato. Risultato: o si lascia la propria vettura nel parcheggio della stazione per Modena (ma è lo stesso in quello della stazione per Reggio Emilia) ugualmente, con tutti i diritti di farlo essendo un luogo pubblico e per l’uso libero di tutti, col rischio di averla segnata, oppure dare dei soldi ai furbi di turno di colore, sperando che davvero controllino che tutto vada bene. In ogni caso - conclude il lettore - gli unici a rimetterci siamo noi cittadini, certamente “non liberi” nella nostra città, con le istituzioni che permettono questi comportamenti irregolari». (al. sci.)
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