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Inneggiava alle stragi, espulso

Inneggiava alle stragi, espulso

Un 38enne marocchino portato in aereo a Casablanca per la sua radicalizzazione islamica in carcere

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Inneggiava alle stragi, a quei massacri compiuti dall’Isis nelle varie capitali europee e condannati dalle coscienze del mondo, e mostrava un forte atteggiamento ostile contro tutto ciò che rappresenta l’Occidente e la sua cultura. Per questi motivi, per la sua radicalizzazione islamica dimostrata e documentata mentre si trovava in carcere, la Questura di Modena è intervenuta emettendo nei suoi confronti il provvedimento di espulsione dallo Stato italiano. E lo ha reso esecutivo l’altro giorno quando questo marocchino di 38 anni è stato preso in consegna dagli agenti dell'ufficio immigrazione, accompagnato all'aeroporto di Bologna e imbarcato su un volo per Casablanca con il divieto di fare rientro in Italia.

Il 38enne marocchino non è legato ad alcuna cellula terroristica, non ci sono legami: è piuttosto un delinquente comune, con una cospicua lista di reati come furto, rapina, ricettazione e spaccio di stupefacenti. Per questi motivi era finito in cella, una serie di reati commessa nell’arco di cinque anni dal 2010 al 2015. Inoltre, prima di ritornare dietro alle sbarre del carcere di Sant’Anna, era già stato espulso, provvedimento emesso della Prefettura. Gli agenti della Digos modenese non lo avevano certo “abbandonato” ma lo tenevano costantemente monitorato: da ciò sono risultati tutti i suoi comportamenti che hanno portato in questi giorni, quando ormai sarebbe stato liberato per decorrenza della pena, alla sua espulsione dovuta alla sua radicalizzazione islamica in carcere: una persona ritenuta pertanto pericolosa per la collettività ed allontanata dall’Italia.

Stefano Totaro

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