Lo insegue, fa fuoco e lo gambizza
di Carlo Gregori
Marocchino tallonato in auto si ferma nel parcheggio ed è ferito a colpi di pistola. Si cerca un vignolese. Movente: gelosia?
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SAVIGNANO. L’auto parcheggia nel buio. Scende un uomo trafelato che fa una chiamata disperata al cellulare. Subito dopo si ferma una seconda auto. Il guidatore scende, spiana una pistola e avvicinandosi alla vittima fa fuoco verso il basso. Quattro colpi. Uno centra il polpaccio della vittima. Il gambizzato scappa e chiede aiuto, dalla cucina del ristorante accanto esce il personale che chiama i carabinieri. Questa la drammatica scena avvenuta l’altra sera verso le 22.40 in modo del tutto causale in un piazzale di parcheggio lungo la via per Magazzeno. Un posto scelto all’improvviso durate una fuga con inseguimento tra le due auto. È lo spiazzo davanti a una storica balera emiliana chiusa da anni, la Perla Verde. In funzione è rimasto il ristorante, conosciuto in zona, che a quell’ora sta chiudendo il servizio con una quindicina di clienti. Un agguato, secondo la vittima gambizzata, provocato da gelosia: in mezzo c’è una donna, la sua ex moglie che oggi vive con il vignolese che gli ha sparato, racconta il ferito all’ospedale. I carabinieri ora hanno il nome del presunto sparatore - l’accusa è di lesioni gravi - e gli credono ma solo in parte: non escludono altre piste e in ogni caso solo le indagini in corso potranno stabilire l’accaduto. «Noi non abbiamo visto niente ma sentito qualcosa sì. Ci siamo accorti di cosa stava accadendo solo quando quell’uomo è arrivato al cancelletto davanti alla nostra cucina per chiedere aiuto», racconta Adriano Pancaldi, titolare del ristorante Perla Verde. A vedere meglio la scena - anche se si volgeva in una zona buia del parcheggio - è stato il cuoco Federico Bonetti. Secondo la loro ricostruzione, a quell’ora la strada è vuota di auto. Quella del marocchino - un 39enne residente alla Bersagliera di Castello di Serravalle, vicino comune del Bolognese, arriva a velocità sostenuta e parcheggia all’improvviso in un angolo buio del piazzale vuoto: una scelta fatta sul momento. Subito dopo arriva una seconda auto. Il guidatore frena, ingrana la retromarcia ed entra in fretta e furia nello stesso parcheggio. Il primo a scendere sta già telefonando. Parla concitatamente in arabo con una donna. Arriva il secondo, un italiano. Tira fuori una pistola, avanza impugnandola, arriva a quattro metri da lui e spara. Fa fuoco quattro volte. «Abbiamo sentito i botti - spiega Andriano - come si poteva non avere paura? I clienti, che cenavano nel cortile interno, hanno sentito ma credevano fossero fuochi di artificio. Solo dopo hanno capito; quando sono arrivati i carabinieri sono usciti a vedere cosa era successo». Dei quattro proiettili - piccoli, probabilmente calibro 22 - uno colpisce la vittima al polpaccio. L’uomo si trascina rasente al muro fino alla cucina e grida, chiede aiuto. «Abbiamo chiamato subito i carabinieri», raccontano Federico e Adriano. L’aggressore scappa. Il ferito, operato all’ospedale di Baggiovara, racconterà ai carabinieri che si tratta di un vignolese. Sua moglie si è messa con lui. L’agguato avrebbe questo movente, anche se confuso. I carabinieri di Vignola stanno cercando l’aggressore: sanno dove abita ma non è in casa. La versione del ferito, per quanto strana, regge ma non si escludono altre piste.
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