Modena, «Traffico, arriva il piano per ridurre gli ingorghi»
L’assessore Vandelli a tutto campo su edilizia, viabilità, logistica, urbanistica «Studiamo un modello diverso di accesso alla città per alleggerire le strade»
MODENA. Case contestate a Vaciglio, complanarina tra la tangenziale e Modena sud, nuovo Polo della logistica di Cittanova-Campogalliano con la “bretellina”, infrastruttura che dovrebbe essere di aiuto alle aziende modenesi. E ancora il traffico il tema dei chioschi del parco delle Rimembranze e l’ammissione di alcuni problemi legati al traffico elevato insieme all’annuncio di un nuovo studio sulla mobilità. Sono tanti i temi in tema di urbanistica, mobilità e sviluppo della città affrontati dall’assessore all’urbanistica Anna Maria Vandelli, che ha accettato di fare il punto sui progetti che più stanno facendo discutere.
POLO DELLA LOGISTICA. Assessore, partiamo dal polo della logistica di Marzaglia, atteso dalle aziende. A che punto siamo?
«Questo è un elemento centrale per la città del manifatturiero perché oggi la logistica è un pezzo strategico della produzione e condiziona la competitività delle nostre imprese. Non si può fare a meno di un luogo con magazzini di assemblaggio e smistamento, spedizione e ricezione. Tempi di realizzazione del progetto non ne do, stiamo valutando il piano del Polo tra Cittanova e Campogalliano e sarà fondamentale per assumere qualunque decisione la definizione del tracciato della Bretellina di collegamento tra tangenziale, Campogalliano e Modena dopo le modifiche richieste dal sindaco Muzzarelli».
TRAFFICO IN CITTÀ. A proposito di bretelle, il tema del traffico: è uno dei problemi che date la sensazione di non gestire.
«Non è vero. È un problema che abbiamo ben presente, soprattutto perché le strade di accesso alla città, sono sempre le stesse non essendo modificabili mentre sono aumentate le auto in ragione della crescita del benessere. Non dimentichiamo però che Modena, a parte i picchi delle ore di punta, resta facilmente percorribile. Purtroppo il trasporto pubblico fatica a diventare una valida alternativa, preferita da chi viene da fuori città. Il traffico però aumenta anche per il fatto che non costruendo case a prezzo calmierato tanti negli anni sono andati ad abitare fuori pur lavorando a Modena e li ritroviamo ogni giorno sulle strade. Inoltre le persone, tutti noi, abbiamo in testa una mappa stradale e si fa fatica a cambiare strade o mezzo. Dovremo modificare le abitudini».
Di recente avete dato il via libera alla costruzione su strade già al collasso, accade con la futura Despar, il Bricoman in via Emilia Ovest e con i futuri piccoli centri commerciali in zona cavalcavia Madonnina. In via Emilia Est ci sarà Unieuro. «Dobbiamo lasciare spazi vuoti? È vero, via Morane con i nuovi alloggi dovrà sopportare un incremento della mobilità. Il progetto ha comunque avuto il parere di sostenibilità dei tecnici e il carico sarà assorbito senza ulteriori aumenti grazie anche alle opere su via Morane e via Liguria dove realizzeremo la nuova rotatoria e ulteriori opere di raccordo. In ogni caso a settembre realizzeremo un nuovo modello sul traffico cittadino, dedicato a tutte le strade di accesso alla città, quasi tutte in forte tensione».
Non costruite troppo invece di riqualificare?
«Non ci sono le condizioni per bloccare del tutto la realizzazione del nuovo, è anche una questione di competizione e attrattività del territorio. Non tutti vogliono andare in abitazioni ristrutturate al quarto piano senza ascensore. Ma una cosa deve essere chiara».
Dica.
«La nostra amministrazione sta ponendo al centro della sua azione la riqualificazione l’uso dell’esistente. Non abbiamo sottratto un metro quadro al territorio rurale per nuovi alloggi. Non abbiamo presentato nuovi piani urbanistici».
COMPLANARINA MODENA SUD Siamo freschi di via libera alla complanarina verso Modena Sud. E i residenti de La Busa protestano.
«Il ricorso a Palazzo Chigi è una valutazione tecnica sovraordinata rispetto al no della Soprintendenza. Nulla di politico, sono sempre i tecnici che valutano e propongono il provvedimento. Seguirà alla ripresa dalle ferie la commissione affari regionali del Parlamento. Sui tempi sono ottimista e troveremo una mediazione per salvare anche la località La Busa».
CHIOSCHI. È forse il problema maggiormente dibattuto negli anni, con quegli scheletri in cemento del cantiere appena dissequestrato.
«Abbiamo atteso la sentenza, ora gli uffici tecnici lavorano e valutano di concerto con la Soprintendenza visto che il parco delle Rimembranze è vincolato. Teniamo conto della sentenza del giudice Malvasi».
Si ricorda che all’inizio era una “cementificata” con 12 chioschi? E ancora mantenete una crescita non indifferente delle metrature…
«La riduzione del numero dei chioschi è sensibilissima, il sindaco ha parlato di cinque strutture. Cambierà in parte anche l’estetica, ci sarà inoltre la riduzione dei moduli e le colonne saranno amovibili. Abbiamo ripreso il dialogo con i gestori privati, tenendo conto che se togli metri quadrati magari ciò non consentirà una apertura annuale».
Il soprintendente attuale Luigi Malnati dice che costruite sopra un monumento alla prima guerra mondiale.
«Quello storicamente era il passeggio della città, certo agli inizi era il parco della rimembranza, ma poi è divenuto luogo di passeggio come è scritto anche nel decreto di vincolo”.
Le piaceva l’altro progetto?
«Non giudico il passato perché ogni scelta aveva delle motivazioni e il passato ci consegna importanti eredità. Certo io non mi scaglio contro chi ha promosso la causa, poi finita con l’assoluzione e la considerazione che agiamo per interesse pubblico. Ricordo però che dai tempi del vecchio progetto che rischiava di partire già datato lo svago a Modena ha subito importanti modifiche. Oggi funzionano benissimo piazza Roma pedonale e piazza XX settembre, Sant’Eufemia e la Pomposa anche se io ricordo il Lido Park come riferimento dei modenesi».
Quando i cantieri?
«Date non ne posso dare, servono mesi per le procedure, ma sono ottimista. Ricorrere è un diritto di chiunque, ma ora la sentenza è molto chiara: sono d’accordo sulla riduzione del numero dei chioschi. Il sindaco ha ascoltato la città e poi deciso».
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