urgenza sangue in estate
Avis: le donne donano di più Sono 5600 le unità raccolte
di Valeria Cammarota
Come vogliono le statistiche, in estate l’urgenza sangue aumenta esponenzialmente e, anche quest’anno, l’Avis provinciale registra una flessione delle donazioni, in calo di circa 300 unità di sangue....
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Come vogliono le statistiche, in estate l’urgenza sangue aumenta esponenzialmente e, anche quest’anno, l’Avis provinciale registra una flessione delle donazioni, in calo di circa 300 unità di sangue. Sono le donne, come si registra a Carpi, le più sensibili al tema: tra le donazioni c’è una prevalenza femminile.
«Notiamo sempre di più che lo stimolo a donare aumenta quando si verificano determinati eventi - spiega Fabio Marani, presidente dell’Avis di Carpi - per questo stiamo cercando di analizzare e capire come motivare e sensibilizzare maggiormente la popolazione. C’è stato, infatti, un aumento sul finire di giugno, legato al concerto di Vasco in funzione del quale abbiamo avuto una richiesta di incremento delle donazioni in vista della massiccia affluenza di persone in città».
Dopodiché, si diceva, si è verificata una flessione, cui hanno contribuito le elevate temperature delle ultime settimane. «Il caldo rende più debilitante la donazione, ma è proprio in questi momenti che ce n’è più bisogno - prosegue Marani - non a caso, dopo diversi anni di assenza, è ripartita la campagna regionale che invita a entrare a far parte di Avis o, per chi è già donatore, a fare un ultimo sforzo in vista del periodo estivo».
A Carpi, le donazioni si attestano sulle 450-500 mensili e il 2016 si è chiuso con 5600 unità raccolte - sostanzialmente, in linea con i dati relativi al 2015 - suddivise tra sangue e plasma, quest'ultimo spesso sottovalutato. «La donazione di plasma non è da considerarsi di serie B - spiega Marani - anzi, è fondamentale, se non superiore, a quella di sangue intero». A rendere difficile la situazione, di questi periodi, sono anche le malattie portate dai turisti provenienti altri Paesi che vietano di donare per 28 giorni, in attesa di accertamenti. «Questo ci mette in difficoltà - continua - perché dobbiamo scartare anche i buoni potenziali donatori che già abbiamo, fino a nuove indicazioni». Per questo, e anche per non sovraccaricare i donatori già attivi - gli effettivi, a Carpi, sono 2850, con una prevalenza femminile - Avis tiene alta la guardia. «C’è un buon margine di crescita - conclude Marani - Siamo un’associazione atipica poiché mentre nelle altre è il volontario ad aderire, in cerca di aiuto, nel nostro caso siamo noi ad aver bisogno dei volontari. Un paradosso. Perciò, uno dei nostri obiettivi - oltre quello di portare ogni donatore su una media di due donazioni all’anno, a fronte dell’1,7 pro capite attuale- è quello di entrare in contatto anche con la popolazione straniera».
«Notiamo sempre di più che lo stimolo a donare aumenta quando si verificano determinati eventi - spiega Fabio Marani, presidente dell’Avis di Carpi - per questo stiamo cercando di analizzare e capire come motivare e sensibilizzare maggiormente la popolazione. C’è stato, infatti, un aumento sul finire di giugno, legato al concerto di Vasco in funzione del quale abbiamo avuto una richiesta di incremento delle donazioni in vista della massiccia affluenza di persone in città».
Dopodiché, si diceva, si è verificata una flessione, cui hanno contribuito le elevate temperature delle ultime settimane. «Il caldo rende più debilitante la donazione, ma è proprio in questi momenti che ce n’è più bisogno - prosegue Marani - non a caso, dopo diversi anni di assenza, è ripartita la campagna regionale che invita a entrare a far parte di Avis o, per chi è già donatore, a fare un ultimo sforzo in vista del periodo estivo».
A Carpi, le donazioni si attestano sulle 450-500 mensili e il 2016 si è chiuso con 5600 unità raccolte - sostanzialmente, in linea con i dati relativi al 2015 - suddivise tra sangue e plasma, quest'ultimo spesso sottovalutato. «La donazione di plasma non è da considerarsi di serie B - spiega Marani - anzi, è fondamentale, se non superiore, a quella di sangue intero». A rendere difficile la situazione, di questi periodi, sono anche le malattie portate dai turisti provenienti altri Paesi che vietano di donare per 28 giorni, in attesa di accertamenti. «Questo ci mette in difficoltà - continua - perché dobbiamo scartare anche i buoni potenziali donatori che già abbiamo, fino a nuove indicazioni». Per questo, e anche per non sovraccaricare i donatori già attivi - gli effettivi, a Carpi, sono 2850, con una prevalenza femminile - Avis tiene alta la guardia. «C’è un buon margine di crescita - conclude Marani - Siamo un’associazione atipica poiché mentre nelle altre è il volontario ad aderire, in cerca di aiuto, nel nostro caso siamo noi ad aver bisogno dei volontari. Un paradosso. Perciò, uno dei nostri obiettivi - oltre quello di portare ogni donatore su una media di due donazioni all’anno, a fronte dell’1,7 pro capite attuale- è quello di entrare in contatto anche con la popolazione straniera».
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