Gazzetta di Modena

Modena

«Noi trenta cittadini sentinelle in strada sul fronte anti-ladri»

di Alfonso Scibona
«Noi trenta cittadini sentinelle in strada sul fronte anti-ladri»

Il gruppo “Collegio vecchio” è il primo operativo in città che ha creato il controllo di vicinato con le forze dell’ordine

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«Siamo riconoscenti all'amministrazione comunale ed alle forze di polizia della nostra città che hanno promosso l'attivazione del progetto sui “gruppi di controllo del vicinato” perché sono riusciti a cogliere il grado di disagio latente tra noi residenti in merito alla necessità di sentirci maggiormente sicuri nelle nostre abitazioni e di conseguenza nella nostra città, ed al desiderio di riscoprire una miglior qualità della vite e di socialità. Questo progetto ci ha condotti ad un dialogo diretto, continuativo e costruttivo con le autorità ma anche tra noi residenti, dando riscontro a necessità impellenti a seguito di episodi di microcriminalità che hanno interessato alcune abitazioni del nostro quartiere». È la sintesi iniziale del gruppo di controllo del vicinato denominato “Collegio vecchio” dal nome dell'area dove vive ed opera in particolare. Dalla sintesi al dettaglio più profondo il passo è breve, tanto breve quanto ramificato sul territorio, con le forze dell'ordine che ci credono davvero e con i cittadini interessati che hanno riscoperto cosa possa voler dire stare insieme, parlarsi, uscire insieme; anche se ci sono alcuni “distinguo” tra gli stessi residenti, emersi in uno degli incontri delle scorse settimane. «Sui distinguo - dicono dal gruppo - vogliamo solo fare un breve passaggio: speriamo che alla lunga i nostri vicini capiscano che si tratta di qualcosa di serio e si avvicinino a noi ed allarghino le nostre file che già contano una trentina di aderenti». Quello che sorprende, in una città che non ha mai perso gli episodi di piccola criminalità, dallo spaccio ai furti nelle abitazioni e nelle aziende, è il rinnovato impegno che ci stanno mettendo le forze dell'ordine. La polizia municipale, in particolare, con un ispettore “dedicato”, carabinieri e polizia di Stato, credono che sia una vera fonte di acquisizione di notizie utili il percorso che stanno facendo a “Collegio vecchio”, tanto da dare ai volontari numeri privilegiati per le segnalazioni in tempo reale su ciò che viene scoperto durante le passeggiate serali, qualche giro notturno ma anche solo il tam tam che si propaga con la chat che il gruppo ha attivato per segnalare qualche difformità nella vita quotidiana delle aree dove vivono. «Un'altra delle cose belle dopo la costituzione di questo gruppo - aggiungono, tenendo ancora celate le proprie identità - è che all'inizio anche tra noi c'era un velo di scetticismo. Poi è avvenuta la conoscenza più approfondita, la condivisione degli obiettivi, senza che nessuno si sentisse sceriffo ma con lo scopo di accrescere la sicurezza reale del quartiere e la pace sociale dei suoi abitanti. Cosa che ha portato ad una maggior coesione tra tutti noi». Prima ancora del progetto lanciato dall'amministrazione comunale, in verità, a “Collegio vecchio” i cittadini facevano già una sorta di controllo spontaneo, che aveva anche portato a far bloccare qualche delinquente che rubava nelle abitazioni. «Tra di noi non ci sono regole ferree - continuano nella loro descrizione - ma solo quelle che ci dovrebbero essere per vivere insieme. Una volta la si chiamava educazione civica, che nello spicciolo voleva dire “rispetto delle regole, coabitazione civile, controllo che nella proprietà personale e dei vicini non ci fossero pericoli da parte di estranei». Le regole che sono arrivate da parte dell'amministrazione comunale, infatti (come in altri Comuni della provincia di Modena ed oltre ancora) sono semplici: non intervenire in modo diretto per la sicurezza del territorio; osservare con attenzione il luogo in cui si vive per fornire alle forze dell'ordine informazioni utili ed accurate; analizzare eventuali allarmi che suonano, cani che abbaiano, rumori insoliti provenienti da abitazioni e attività varie; controllare maggiormente le abitazioni dei propri vicini se consapevoli che siano fuori città; avvicinare le persone sconosciute che si aggirano per verificarne, anche di giorno, se si sono perse ed hanno bisogno di aiuto; controllare le auto che circolano in modo ripetuto ed a bassa velocità o ferme a lungo a bordo delle strade e segnalare i numeri di targa alle autorità. «Da quando abbiamo iniziato questo tipo di controlli - concludono dal gruppo - siamo stati “accompagnati” con massima disponibilità ed ascolto nonché dalla presenza dai rappresentanti delle istituzioni: il sindaco Claudio Pistoni, la vicesindaco Mimma Savigni, la comandante della polizia municipale Rossana Prandi e l'ispettore Benny Tamassia, il comandante della stazione dei carabinieri Michele Puzzo ed alcuni ispettori della polizia, hanno sempre preso sul serio le nostre indicazioni e richieste di chiarimento su quello che ci trovavamo di fronte, pur nel rispetto ognuno del proprio ruolo. Ricordiamoci che i veri attori della nostra vita all'interno della società siamo noi e nessun occhio elettronico può dare i risultati che possono dare le persone, che si scambiano informazioni, dubbi e certezze dopo gli approfondimenti dei fatti».



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