Gazzetta di Modena

Modena

Lo sport delle bocce senza alcuna barriera per disabili e anziani

di Giacomo Molteni
Lo sport delle bocce senza alcuna barriera per disabili e anziani

L’esperienza del comitato provinciale a Modena Est con progetti mirati in grado di coinvolgere e far divertire

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Se è vero che da anni lo sport delle bocce cerca un riconoscimento ad alto livello, tra campionati di Serie A, B e C e competizioni individuali d’elite (obiettivo finale la prima storica presenza in un’Olimpiade), è altrettanto vero che la sua forza resta il radicamento nel sociale, il suo essere per vocazione e soprattutto tradizione uno sport per tutti. Una tradizione che a Modena in particolare il comitato provinciale presieduto dal fresco di rielezione Gianni Lugli sta tenendo viva con alcune iniziative particolari. Una è il Torneo dell’Amicizia, competizione a squadre rivolta in particolare alla terza età. Partito qualche anno fa limitatamente ad alcune società della città e del contorno, è arrivato nell’ultima edizione (conclusasi il 24 giugno a “La Torre” di Novi) a coinvolgere nove sodalizi dalla pedemontana (Corlese) sino alla Bassa (Cavezzese e appunto La Torre). Il che significa in sostanza che per un notevole numero di sabati numerosi 70enni e oltre sia uomini che donne (anche questo è aspetto non indifferente, che distingue le bocce da altri sport)) sono usciti di casa e si sono spostati per “sfidare” coetanei e coetanee indossanti una maglia di colore diverso. Un risultato non da poco, di questi tempi. Ma l’attività più significativa è probabilmente quella che coinvolge i disabili, e che ha il suo fulcro presso la Polisportiva Modena Est, il cui bocciodromo è da qualche anno stato “promosso” a Centro Tecnico Regionale. “E io gioco a bocce” si chiama la manifestazione iniziata in sordina nel 2010 presso il sodalizio di via Indipendenza e che è arrivata a portare quest’anno sui suoi campi 80 disabili mentali provenienti da tutta la regione. «A seguito – spiega Ivan Baracchi, presidente della sezione bocce della Pol. Modena Est – di un incontro con l’allora presidente regionale del Cip (Comitato Italiano Paralimpico nds) Scotti, ora scomparso, avemmo l’intuizione di aprire un canale di attività per i giovani disabili. Ricevemmo il supporto di Maurizio Schinetti dell’Associazione Tempo Libero e del Comune di Modena, ma anche la nostra Federazione sia a livello provinciale che regionale non ci ha mai fatto mancare un grande sostegno sia morale che a livello di contributo economico. Al di là infatti di una tessera di iscrizione per offrire le dovute coperture assicurative, l’accesso ai campi per queste persone è del tutto gratuito». L’attività coi diversamente abili si articola lungo due filoni distinti: quello per persone affette da disabilità mentali, che frequentano a ritmo regolare (una volta la settimana) la struttura con i propri accompagnatori, e quello per atleti del gruppo paraolimpico, che hanno dato vita a una vera e propria “squadra” che disputa competizioni a carattere regionale e si allenano liberamente e autonomamente non solo tra loro ma anche con i soci e tesserati Fib ordinari, realizzando una significativa forma di integrazione. E in cantiere, vi sono altri progetti. «L’idea –conclude Baracchi – è di una giornata dedicata alle pari opportunità, in cui far giocare insieme in una competizione adeguatamente strutturata giovani Under 15 e Under 18, atleti disabili e atleti del settore sia maschile e femminile normodotati, della provincia e non solo».

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