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Savignano, parla il 39enne vittima dell'agguato di Magazzeno: «Mi hanno sparato 4 colpi Conosco l’aggressore»

di Serena Arbizzi
Savignano, parla il 39enne vittima dell'agguato di Magazzeno: «Mi hanno sparato 4 colpi Conosco l’aggressore»

Savignano. Hicham Hafid è stato operato lunedì (14 agosto). È in Ortopedia a Baggiovara con 90 giorni di prognosi

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SAVIGNANO. «Mi hanno sparato quattro colpi di pistola, uno mi ha centrato le gambe, colpendomi al polpaccio: ho riconosciuto l’aggressore, si è fermato davanti a me dopo avermi inseguito, in auto. Io mi sono fermato a Magazzeno, sono sceso dalla macchina, di fretta, terrorizzato: poi è sceso anche lui e mi ha puntato contro una pistola. Ricordo ancora il rumore dei colpi».

Hicham Hafid, 39 anni da compiere a settembre, si è svegliato da poche ore dopo l’intervento al quale è stato sottoposto ieri mattina a Baggiovara. Hafid è la vittima della sparatoria di venerdì sera a Magazzeno di Savignano, davanti alla Perla Verde, storica balera chiusa ormai da anni. Hafid è arrivato nel piazzale vuoto all’improvviso, in un angolo buio. Una scelta d’impulso, fatta sul momento. Subito dopo è arrivata una seconda auto: il conducente ha frenato e, ingranando la retromarcia, ha raggiunto Hicham nel parcheggio. La ricostruzione dei fatti da parte del ferito 39enne aprirebbe più scenari rispetto al movente della pista passionale per gelosia. Ma saranno gli sviluppi delle indagini, che proseguono a ritmo serrato, a stabilire quale sia stato, con esattezza il movente che ha portato alla sparatoria di venerdì sera.

«Io faccio il facchino per conto di più ditte e abito in provincia di Bologna» aggiunge Hafid dal suo letto di Ortopedia a Baggiovara, dov’è stato portato ieri mattina. Il 39enne, residente alla Bersagliera di Castello di Serravalle, vicino comune del Bolognese, dovrà affrontare una prognosi di 90 giorni.

«Sono arrivato in Italia dal Marocco nel 1999 e volevo rifarmi una vita qui - continua Hicham che, anche ieri, è stato ascoltato dai carabinieri - Ho trovato un lavoro per pagarmi le spese. Poi, venerdì sera sono piombato in un incubo. So chiaramente chi è stato a spararmi, un uomo che sta con la mia ex moglie. Ero terrorizzato e ho cercato di scappare. Mi sono trascinato ferito per qualche metro fino al ristorante, poi sono entrato in cucina e ho chiesto disperatamente aiuto. Mi sentivo morire, mi hanno ridotto malissimo. Ora penso solo ai miei parenti in Marocco. Vorrei tornare da loro o almeno avvertirli di quello che è successo - aggiunge Hafid mentre chiede un telefono per avvisare i parenti - Ho indicato chiaramente chi è che mi ha colpito. Speriamo li prendano presto. Confido che io possa essere aiutato».
 

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