Vignola, azienda agricola Borghi: dalla passione un business
L’amore per le piante grasse è diventato un ramo portante dell’impresa
VIGNOLA. La sua azienda produce frutta, ma la sua passione sono le piante grasse. Così Antonio Borghi, oggi 82 enne, ha dedicato la sua vita alla coltivazione delle succulente, coinvolgendo in questo lavoro tutta la famiglia, soprattutto il figlio Paolo e il genero Alessandro. «In questo settore - ha detto Antonio Borghi, indicando le piante grasse - ci sono due linee produttive: c'è il prodotto di largo consumo che il cliente deve trovare carino e a basso prezzo, carino, perché se non sopravvive è lo stesso; poi si sta affermando sempre di più il discorso collezionismo, e lì noi siamo molto competitivi e sta diventando la parte prominente della nostra produzione. Mio figlio Paolo, ad esempio ha iniziato ad occuparsi di piante Adromischus, ed ora ne ha circa 1200 cloni diversi, ed è unico in Europa».
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L'azienda agricola di Antonio Borghi, con sede a Vignola in via Trinità 4, ha iniziato la sua attività negli anni Settanta. «È nata quando dai miei otto fratelli, eravamo in nove, comprai a debito le loro otto parti - racconta - era il 1974 e l'azienda era zootecnia e frutticoltura. L'attività delle grasse era già abbozzata a livello amatoriale, ma era una piccola collezione che avevo iniziato a fare fin da bambino».
Antonio Borghi aveva solo dieci anni quando giocando a pallone nel cortile di un amico scoprì per la prima volta una pianta grassa spinosa. Si fece dare una talea e iniziò così la sua avventura. «L'azienda all'inizio era quella. Dopo la famiglia è cresciuta e i figli hanno detto niente stalla, via le vacche. La stalla era impegnativa. Si pensi solo che quando con mia moglie volevamo andare a Rimini a mangiare il pesce con la 500, dovevamo prima andare in stalla. Alle 8 del mattino finito di governare le vacche partivamo con la 500 e figli dietro piccoli, andavamo a Rimini e alle 3 del pomeriggio tornavamo a casa per governare di nuovo le vacche».
Così, con l'ingresso dei figli negli anni Ottanta, l'azienda agricola ha preso un deciso indirizzo verso la frutticoltura. Ancora oggi produce tutta la frutta tipica vignolese, ad iniziare dalle ciliegie e poi per tutto l'arco della stagione produttiva fino alle pere e alle mele, passando per susine, albicocche, pesche. Mentre l'azienda agricola Borghi si indirizzava verso la frutticoltura, continuava la coltivazione delle succulente, che attualmente ha raggiunto circa le circa 4000 diverse specie, tra le quali spicca l'imponenza di un echinocactus grusoni, volgarmente detto il “cuscino della suocera”, che ha raggiunto 80 anni di età.
«Quando entrò in azienda anche mio figlio - racconta Antonio - pensammo di costruire anche la serra. Quando ci affacciammo sul mercato con le grasse, la gente si precipitava a comprarle perché eravamo i primi a presentarci in piazza con un assortimento così importante. Eravamo alla fine degli anni Ottanta, la gente voleva piante nuove e da noi le trovava. Infatti quando arrivavamo a Modena, al mercato, c'era già la fila dei cittadini aspettare che mettessimo giù il banco».
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