lezioni di italiano in orario scolastico
Corsi agli stranieri: alle Collodi solo donne
Sono state rese note le modalità di utilizzo dei locali all’interno della scuola primaria Collodi di via Zanella per l’alfabetizzazione dell’italiano a favore dei cittadini stranieri. Dopo le...
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Sono state rese note le modalità di utilizzo dei locali all’interno della scuola primaria Collodi di via Zanella per l’alfabetizzazione dell’italiano a favore dei cittadini stranieri. Dopo le polemiche delle scorse settimane, infatti, da parte dell’assessorato alla Pubblica istruzione è stato chiarito che i locali interessati in questo ultimo periodo da lavori di ristrutturazione verranno utilizzati per i corsi di italiano a sole donne.
Come si ricorderà c’è stata una levata di scudi contro l’accesso nella scuola da parte di profughi e immigrati. Quando genitori e residenti sono venuti a conoscenza del progetto di utilizzo dei locali della scuola, che è all’interno del 2° comprensivo, sarebbero stati utilizzati per l’alfabetizzazione degli stranieri erano volate parole grosse, soprattutto sui social.
Nei giorni scorsi una apposita delibera di giunta ha chiarito la vicenda. «La ristrutturazione - si legge tra l’altro - si è resa necessaria per adeguare gli spazi interni ed esterni dell’istituto per poter ospitare due sezioni e la segreteria del Cpia (Centro provinciale per l’istruzione degli adulti) attualmente ricavate all’interno della scuola primaria Pascoli dove vi sono ormai problemi di spazio».
Si tratta, in ogni caso, dei corsi che si tengono al mattino, in orario scolastico anche per i bambini (quelli per adulti rimangono nella succursale del Morante, in viale San Francesco) ed è per questo che è stata introdotta la limitazione alle donne. Per evitare promiscuità con le lezioni della primaria, infine, è stato ricavato un accesso dall’esterno, in particolare da via Braida. Tra coloro che avevano protestato per questa decisioni restano comunque ancora forti dubbi sulla validità, visto che la spesa sfiora i 50mila euro complessivi. Dubbi che sono stati affidati, come sempre, ai social, dove si sono lanciati i soliti intrecci di polemiche che riguardano le agevolazioni verso gli stranieri piuttosto che verso i sassolesi. Ma è altresì “scontato” che non si tratta di soldi spesi dalla collettività bensì dalle istituzioni che devono proporre e sostenere progetti di inserimento nel tessuto sociale sassolese.
Come si ricorderà c’è stata una levata di scudi contro l’accesso nella scuola da parte di profughi e immigrati. Quando genitori e residenti sono venuti a conoscenza del progetto di utilizzo dei locali della scuola, che è all’interno del 2° comprensivo, sarebbero stati utilizzati per l’alfabetizzazione degli stranieri erano volate parole grosse, soprattutto sui social.
Nei giorni scorsi una apposita delibera di giunta ha chiarito la vicenda. «La ristrutturazione - si legge tra l’altro - si è resa necessaria per adeguare gli spazi interni ed esterni dell’istituto per poter ospitare due sezioni e la segreteria del Cpia (Centro provinciale per l’istruzione degli adulti) attualmente ricavate all’interno della scuola primaria Pascoli dove vi sono ormai problemi di spazio».
Si tratta, in ogni caso, dei corsi che si tengono al mattino, in orario scolastico anche per i bambini (quelli per adulti rimangono nella succursale del Morante, in viale San Francesco) ed è per questo che è stata introdotta la limitazione alle donne. Per evitare promiscuità con le lezioni della primaria, infine, è stato ricavato un accesso dall’esterno, in particolare da via Braida. Tra coloro che avevano protestato per questa decisioni restano comunque ancora forti dubbi sulla validità, visto che la spesa sfiora i 50mila euro complessivi. Dubbi che sono stati affidati, come sempre, ai social, dove si sono lanciati i soliti intrecci di polemiche che riguardano le agevolazioni verso gli stranieri piuttosto che verso i sassolesi. Ma è altresì “scontato” che non si tratta di soldi spesi dalla collettività bensì dalle istituzioni che devono proporre e sostenere progetti di inserimento nel tessuto sociale sassolese.
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