Folla al Ferragosto di Zagaglia «Omaggio al cuore di Modena»
Una folla enorme, che ha occupato in anticipo tutte le sedie disponibili ai Giardini Ducali ed è rimasta sino alla fine per assistere al “Ferragosto di Zagaglia”, in compagnia di tanti modenesi che...
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Una folla enorme, che ha occupato in anticipo tutte le sedie disponibili ai Giardini Ducali ed è rimasta sino alla fine per assistere al “Ferragosto di Zagaglia”, in compagnia di tanti modenesi che hanno voluto comunque assistere in piedi allo spettacolo.
È stato questo il colpo d’occhio di una serata, alla vigilia di Ferraosto, in cui il popolare fotografo modenese raduna la sera del 14 agosto i geminiani di ieri e di oggi. E alla ventottesima edizione la formula ha funzionato, mettendo insieme ricordi della grande storie e le microstorie dei personaggi che hanno segnato con i loro motti o il mestiere una strada o un quartiere. Due le videoproiezioni che sono scivolate via come documentari sullo schermo, tra immagini rare dell’800 e le immagini immortalate dagli scatti di Zagaglia. e poi i testi: perle preziose di annotazioni e date, legate dalla comune passione per una città e un piccolo stato scomparsi nell’unificazione nazionale. «È un omaggio al ducato modenese che abbiamo noi nel cuore» ha detto sottovoce al microfono. Una spiegazione superflua con le poesie e le recite di chi lo ha seguito sul palcoscenico, duettando sino a notte tra parole e musica. (s.c.)
È stato questo il colpo d’occhio di una serata, alla vigilia di Ferraosto, in cui il popolare fotografo modenese raduna la sera del 14 agosto i geminiani di ieri e di oggi. E alla ventottesima edizione la formula ha funzionato, mettendo insieme ricordi della grande storie e le microstorie dei personaggi che hanno segnato con i loro motti o il mestiere una strada o un quartiere. Due le videoproiezioni che sono scivolate via come documentari sullo schermo, tra immagini rare dell’800 e le immagini immortalate dagli scatti di Zagaglia. e poi i testi: perle preziose di annotazioni e date, legate dalla comune passione per una città e un piccolo stato scomparsi nell’unificazione nazionale. «È un omaggio al ducato modenese che abbiamo noi nel cuore» ha detto sottovoce al microfono. Una spiegazione superflua con le poesie e le recite di chi lo ha seguito sul palcoscenico, duettando sino a notte tra parole e musica. (s.c.)
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