Tre capre sbranate: «Non sono stati i lupi»
Maranello. Assalto a San Venanzio. Milani (Pettirosso): «Sono altri animali selvatici, basta falsità»
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MARANELLO. Le immagini, molto crude e che per scelta non pubblichiamo, sono apparse sui social network nel giorno di Ferragosto. Tre scatti di caprette sbranate, pubblicati sul gruppo “Sei di Maranello se”, in cui si parlava dell’incursione dei lupi a San Venanzio. I resti degli animali narrano la brutalità con cui qualche animale selvatico si è cibato e intanto cresceva il dibattito sulla presenza dei lupi a basse altitudini e le modalità di comportamento dell’uomo. Una sensibilità sempre più diffusa anche dopo la discussa uccisione dell’orso in Trentino, che tante polemiche ha sollevato nei giorni scorsi.
Per cercare di approfondire l’eventuale presenza dei lupi in territorio maranellese e valutarne la pericolosità si è scelto di parlarne con Piero Milani, responsabile del centro fauna “Il Pettirosso” che da tempo è impegnato nel diffondere informazioni veritiere e verificate sui lupi dell’Appennino. «Premetto che l’ultimo avvistamento di un lupo è avvenuto a Guiglia nel dicembre scorso - spiega - Si trattava di un cucciolo che dopo poco è morto, ucciso dalla rogna come sta avvenendo per molti esemplari presenti sul nostro territorio. Ecco perché mi sento di scongiurare la presenza di lupi nella zona di San Venanzio, non abbiamo conferme e neppure quelle foto possono aiutarci. Io temo si tratti di altri animali selvatici, anche volpi, che si sono cibati di animali già morti. Ma al di là del caso specificio è necessario fare un po’ di chiarezza sui nostri lupi: la rogna è la principale causa di morte. Se in passato un cucciolo su due moriva nei primi mesi di vita, ora parliamo di almeno l’80 per cento. Tutta colpa degli inverni sempre più miti che viviamo e che non aiutano a debellare gli acari, che invece si depositano nelle tane e colpiscono le madri di lupo e i loro cuccioli, che nascono già ammalati. Figurarsi che nell’ultimo periodo abbiamo riscontrato la rogna anche sugli istrici, ossia animali che non hanno pelo. Purtroppo è un problema che si deve affrontare mentre la presenza dei lupi a ridosso della pianura o nei tanti casi di animali uccisi dall’attacco del fantomatico branco è in larga parte un falso. Non ci sono riscontri di quanto viene sostenuto se non per il fatto che si innesca un logico timore tra la popolazione, suggestionabile da certe dicerie».
Per cercare di approfondire l’eventuale presenza dei lupi in territorio maranellese e valutarne la pericolosità si è scelto di parlarne con Piero Milani, responsabile del centro fauna “Il Pettirosso” che da tempo è impegnato nel diffondere informazioni veritiere e verificate sui lupi dell’Appennino. «Premetto che l’ultimo avvistamento di un lupo è avvenuto a Guiglia nel dicembre scorso - spiega - Si trattava di un cucciolo che dopo poco è morto, ucciso dalla rogna come sta avvenendo per molti esemplari presenti sul nostro territorio. Ecco perché mi sento di scongiurare la presenza di lupi nella zona di San Venanzio, non abbiamo conferme e neppure quelle foto possono aiutarci. Io temo si tratti di altri animali selvatici, anche volpi, che si sono cibati di animali già morti. Ma al di là del caso specificio è necessario fare un po’ di chiarezza sui nostri lupi: la rogna è la principale causa di morte. Se in passato un cucciolo su due moriva nei primi mesi di vita, ora parliamo di almeno l’80 per cento. Tutta colpa degli inverni sempre più miti che viviamo e che non aiutano a debellare gli acari, che invece si depositano nelle tane e colpiscono le madri di lupo e i loro cuccioli, che nascono già ammalati. Figurarsi che nell’ultimo periodo abbiamo riscontrato la rogna anche sugli istrici, ossia animali che non hanno pelo. Purtroppo è un problema che si deve affrontare mentre la presenza dei lupi a ridosso della pianura o nei tanti casi di animali uccisi dall’attacco del fantomatico branco è in larga parte un falso. Non ci sono riscontri di quanto viene sostenuto se non per il fatto che si innesca un logico timore tra la popolazione, suggestionabile da certe dicerie».
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