Modena, via il degrado, spazio ai market
Con la riqualificazione di zone abbandonate arrivano i nuovi Despar, Unieuro, Bricoman e un Conad
MODENA. Dare nuova vita alle aree abbandonate della città, creando occasioni di lavoro e migliorando la vivibilità del quartiere in cui si trovano. È la filosofia che sta alla base dei 23 interventi di rigenerazione della città resi possibili attraverso lo strumento del cosiddetto “ Sblocca Modena”. Uno strumento che da dicembre 2014, quando il Consiglio comunale approvò il documento di indirizzo per la “Riqualificazione e riuso per l’occupazione”, ha visto sorgere numerosi cantieri. Cantieri che anche in questa estate proseguono a ritmo serrato. La pausa ferrgostana è stata occasione per il Comune per fare il punto su questi interventi. Quelli portati a termine e quelli in arrivo.
«Tutte le deroghe accolte hanno permesso la trasformazione e rigenerazione di parti della città esistente - spiega una nota del Comune -, nell’interesse pubblico, e hanno movimentato contributi straordinari per oltre 2 milioni 600 mila euro, in parte come entrate dirette per l’Amministrazione, a titolo di investimenti per interventi a servizio della città»
Tra gli interventi più significativi resi possibili dallo strumento, la realizzazione di un Despar in via Cabassi (zona Madonnina), in corso di costruzione, che consentirà di riqualificare una zona degradata dove insistono edifici abbandonati e fatiscenti. Stessa situazione per l’ampliamento del negozio a marchio Naturasì presso palazzo Prora, su via Giardini angolo viale Amendola. Gli interventi all’ex Arbe Grafiche in via Emilia Ovest, dove aprirà un Bricoman, e all’ex concessionaria Stanguellini, dove invece sorgerà una medio-piccola struttura di vendita a marchio Unieuro, consentiranno invece di riqualificare aree attraverso la realizzazione di opere di urbanizzazione importanti per la città: una rotatoria su via Emilia ovest e la riqualificazione e il completamento della fermata ‘Policlinico’ della ferrovia Modena-Sassuolo in via Scanaroli.
Tra le richieste che stanno concludendo l’iter istruttorio e arriveranno presto in Consiglio comunale per l’approvazione, anche un intervento che consentirà la riqualificazione dell’area in disuso di via Emilia ovest 621, in cui troverà sede un punto vendita a marchio Conad, per un massimo di 1500 metri quadrati di superficie commerciale. La struttura sostituirà quella già presente in angolo con via Amundsen, di dimensioni inferiori e non più adeguata alle esigenze del bacino di utenza. L’intervento consentirà inoltre la sistemazione dell’innesto su via Emilia ovest e della pista ciclabile sulla stessa via dall’area interessata dall’intervento al cavalcavia Madonnina, oltre alla realizzazione di una nuova strada di collegamento all’insediamento di via Amundsen, comprensiva di percorso ciclopedonale, e di parcheggi pubblici di servizio all’esercizio ma anche alla scuola e all’asilo adiacenti.
Lo Sblocca Modena, le cui linee di indirizzo sono state sviluppate dall’Amministrazione comunale dopo la conversione in legge del decreto Sblocca Italia, consente deroghe alle destinazioni d’uso, al numero di alloggi, alle dimensioni, sempre però collegate a un intervento di ristrutturazione, riqualificazione o rigenerazione dell’esistente. Soddisfatta del percorso sin qui compiuto l’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli. «Con questo strumento sono stati sviluppati iter più trasparenti, in quanto le varianti al Piano che venivano effettuate una tantum in passato sono state spacchettate in microvarianti ognuna con un percorso a sé. Le procedure che sono state seguite sono inoltre più celeri e più efficienti». Inoltre l’assessore sottolinea un altro aspetto sul fronte del consumo di territorio.
«Questi interventi – prosegue Vandelli – non hanno ampliato il territorio urbanizzato intaccando territorio rurale, ma hanno interessato il già costruito. E l’aumento di pratiche che si è registrato, dimostra che lo Sblocca Modena rappresenta a tutti gli effetti uno strumento propulsivo verso azioni di rigenerazione urbana e di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, oltre al recupero di aree dismesse».
Ed infine: «Queste opere – conclude Vandelli – come altre non citate, rappresentano anche elementi di sostegno e sviluppo per l’occupazione, consentendo l’avvio o l’incremento di attività che creeranno nuova occupazione. Altri interventi riguardano invece realtà più piccole, di tipo produttivo o residenziale, ma vanno nella direzione di una capillare rigenerazione di pezzi di città».
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