Modenesi a Barcellona /2. Giulia Pigoni: ero in cattedrale. La strage davanti al mio hotel
L'assessore del Comune di Sassuolo coinvolta, racconta la paura dopo la strage
MODENA. Una visita alla cattedrale di Barcellona, durante una breve vacanza con un'amica: questo stava facendo l'assessore sassolese Giulia Pigoni mentre a pochi passi da lei, sulla Rambla, un attentatore si lanciava con un furgone a folle velocità sulle persone, causando 13 vittime e diversi feriti. La giovane assessore, in compagnia dell'amica, Camilla Ferrari, anche lei di Sassuolo, è stata invitata, come altre centinaia di persone, a rimanere chiusa nella cattedrale, per circa due ore. «Durante l'attesa - ha raccontato raggiunta al telefono - erano presenti punti di soccorso, ma fortunatamente non ne abbiamo avuto bisogno». Un momento sicuramente durissimo, specie senza sapere bene cosa stesse accadendo fuori. Poco prima delle 21, con la cattura da parte della polizia di un uomo, la situazione si è parzialmente sbloccata anche per i tanti turisti rifugiatisi nei locali e nei musei e Giulia e l'amica sono state fatte uscire dalla chiesa. «Ci hanno mandati fuori - spiega Pigoni - ma non ci hanno detto cosa fare, non si capisce nulla. L'attentato è stato davanti al nostro hotel e non vi possiamo, almeno per ora, fare rientro». L'assessore e l'amica, chenon sono state coinvolte nell'attacco e stanno bene, hanno detto di voler tentare di rientrare in Italia anticipatamente . <QM>(a.g.)
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