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Modena, mangiano e svuotano due case

di Stefano Totaro
Modena, mangiano e svuotano due case

In via Magnavacca i ladri hanno rotto una finestra del vano scale e scardinato due porte. Bottino di migliaia d’euro

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MODENA. Hanno aperto il frigo e mentre uno stappava qualche bottiglia, l’altro dal freezer ha selezionato alcuni pezzi di carne, bistecche e fiorentine. Li ha presi e li ha messi sul divano a scongelare, ovviamente noncurante delle macchie che ne sarebbero derivate. Poco importava, il divano non era nei loro desideri: mentre aspettavano di potersi godere la cena, hanno passato in rassegna tutta la casa, gettando a terra soprammobili, riviste, il contenuto di cassetti, di comodini, rovesciando addirittura interi armadi e qualsiasi altro contenitore di casa. Una accurata ricerca di denaro e monili in oro e argento, che purtroppo è stata premiata. Poi anche la beffa: una volta scongelata la carne, si sono messi a cucinare e hanno cenato a vino e bistecche, con calma, nel silenzio della Modena di ferragosto.

Siamo in via Magnavacca, una piccola laterale di via Guicciardini, una zona residenziale tranquilla e poco trafficata. I ladri hanno preso di mira uno stabile che si presentava ben difeso, con inferriate alle finestre ai vari piani. Ma i malviventi, come è avvenuto anche in occasione del colpo in via Braghiroli, adesso (perlomeno questi) hanno adottato una nuova tecnica. Spaccano cioè un finestrino o una finestra più ampia oppure un punto luce, del vano scale dell’edificio e si creano da ciò un passaggio per entrare. Poi, in questo caso, hanno raggiunto l’ultimo piano.

«Sono venuti la notte di Ferragosto - spiega la derubata - sia da noi che di nostri vicini che ci abitano accanto. Noi eravamo in vacanza da un po’ e siamo tornati dopo il 15, mentre i vicini sono andati via per Ferragosto: hanno probabilmente aspettato e sono entrati in azione, facendo tutti e due gli appartamenti».

Nel silenzio dello stabile i ladri hanno scardinato la pesante porta d’ingresso e poi si sono dedicati all’accurata razzia di denaro e di preziosi, stanza per stanza, rovistando ovunque e mettendo gli ambienti a soqquadro. Il bottino «è ingente - spiegano i derubati - basti pensare che hanno portato via i ricordi di famiglia, oggetti preziosi di più persone e di generazioni». Una perdita, in questi casi, che addolora molto di più dell’ammanco in termini di valore economico della merce portata via: il valore affettivo è unico e incommensurabile.
 

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