Medolla, due case famiglia tra timori e polemiche
Una ventina di minori ospiti delle strutture. Alcuni sono sempre più problematici L’ultimo episodio “l’accerchiamento” di una donna. Interrogazioni e controlli
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MEDOLLA. In una casa per lo più un gruppo di minori albanesi, di quelli che figurano “abbandonati” in Italia, per cui lo Stato fornisce loro assistenza e diritto allo studio. Un fenomeno che aveva fatto discutere, essendo che di questi giovani abbandonati dall’Albania si era scoperto come in Italia ce ne sono decine di migliaia, facendo temere un business educativo a spese dello Stato. E Medolla in questo sta facendo la sua parte. Nell’altra casa giovani, sempre minori, che per lo più “richiedenti asilo”, non accompagnati. Una presenza discreta da anni, queste due case famiglia, nella zona di via Pascoli.
Ma da qualche tempo gli equilibri si sono infranti. E dopo l’ultimo episodio, ovvero la denuncia di una donna “circondata” da quattro minori in bici e messa in salvo da un passante, il dibattito è esploso. Perché tutti in paese identificano nei giovani ospiti di queste strutture i responsabili di tante bravate giovanili, soprattutto, di molestie di varia natura. Magari di paure infondate, e che tuttavia stanno surriscaldando il clima.
Anche perché sui “social”, su internet, si stanno moltiplicando le segnalazioni, soprattutto di donne, che reclamano più sicurezza. A farsene interprete il consigliere comunale Marco Bergamini che in una interrogazione di pochi giorni fa - poco prima dell’episodio della signora circondata - aveva chiesto di fare chiarezza su numero, provenienza ed età degli ospiti, chiedendo «da chi di dipende il controllo su questa forma di accoglienza e se il controllo viene esercitato, anche considerato l’utilizzo di soldi pubblici» e poi se esistano «azioni di controllo proposte da questa amministrazione al fine di prevenire ed evitare il ripetersi di atti predatori di vandalismo, anche di semplice maleducazione». L’amministrazione ha risposto all’interrogazione invitando a segnalare gli episodi, spostando le competenze sull’Unione dei Comuni (da qualche giorno infatti i Servizi sociali non sono più “medollesi”), assicurando che di controlli amministrativi ne sono stati fatti, anche di recente, il 7 agosto...
Pubblicamente, l’assessore Rachele Paltrinieri ha invece ribadito che «l'amministrazione ha provveduto più volte a effettuare controlli, di concerto con polizia municipale e carabinieri. Inoltre si è provveduto ad incontrare più volte i gestori, sollecitandoli ad un maggiore controllo. Quando sono state riscontrate irregolarità in base alle leggi vigenti si è proceduto multando i gestori e sospendendo l’autorizzazione al funzionamento seppur per poco tempo. Questo è quanto la legge consente di fare all’amministrazione».
«Era evidente da tempo che i problemi generati da quei ragazzi stavano montando in modo esponenziale. La risposta ufficiale non percepisce minimamente il disagio», replica Bergamini.
Ma da qualche tempo gli equilibri si sono infranti. E dopo l’ultimo episodio, ovvero la denuncia di una donna “circondata” da quattro minori in bici e messa in salvo da un passante, il dibattito è esploso. Perché tutti in paese identificano nei giovani ospiti di queste strutture i responsabili di tante bravate giovanili, soprattutto, di molestie di varia natura. Magari di paure infondate, e che tuttavia stanno surriscaldando il clima.
Anche perché sui “social”, su internet, si stanno moltiplicando le segnalazioni, soprattutto di donne, che reclamano più sicurezza. A farsene interprete il consigliere comunale Marco Bergamini che in una interrogazione di pochi giorni fa - poco prima dell’episodio della signora circondata - aveva chiesto di fare chiarezza su numero, provenienza ed età degli ospiti, chiedendo «da chi di dipende il controllo su questa forma di accoglienza e se il controllo viene esercitato, anche considerato l’utilizzo di soldi pubblici» e poi se esistano «azioni di controllo proposte da questa amministrazione al fine di prevenire ed evitare il ripetersi di atti predatori di vandalismo, anche di semplice maleducazione». L’amministrazione ha risposto all’interrogazione invitando a segnalare gli episodi, spostando le competenze sull’Unione dei Comuni (da qualche giorno infatti i Servizi sociali non sono più “medollesi”), assicurando che di controlli amministrativi ne sono stati fatti, anche di recente, il 7 agosto...
Pubblicamente, l’assessore Rachele Paltrinieri ha invece ribadito che «l'amministrazione ha provveduto più volte a effettuare controlli, di concerto con polizia municipale e carabinieri. Inoltre si è provveduto ad incontrare più volte i gestori, sollecitandoli ad un maggiore controllo. Quando sono state riscontrate irregolarità in base alle leggi vigenti si è proceduto multando i gestori e sospendendo l’autorizzazione al funzionamento seppur per poco tempo. Questo è quanto la legge consente di fare all’amministrazione».
«Era evidente da tempo che i problemi generati da quei ragazzi stavano montando in modo esponenziale. La risposta ufficiale non percepisce minimamente il disagio», replica Bergamini.
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