Gazzetta di Modena

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Modena, in Rua Frati l’agonia del centro

di Stefano Totaro
Modena, in Rua Frati l’agonia del centro

Da anni i residenti inoltrano esposti: il portico è una discarica, lo spaccio è di casa, hotel in abbandono

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MODENA. Rua dei Frati Minori: un portico che fa invidia, un biglietto da visita griffato Fini e che un tempo era uno dei vanti modenesi. un piazzale e una chiesa, quella di San Francesco, tra i più importanti e belli della città.

L’altra faccia della medaglia è costituita da residenti tenuti in scacco, da anni, da altri che abitano nella stessa strada: a nulla sono serviti esposti, telefonate a forze dell'ordine e vari appelli. I rifiuti vengono scaricati in strada, mucchi di immondizia, “scarti” di arredamento, Insomma un bazar maleodorante quasi fosse, quel breve tratto compreso d tra i civici 38 e 40, una discarica. Ma non sono solo questi i problemi: c’è il degrado complessivo che preoccupa chi sta cercando di dare dignità alla zona dove vive.

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«È da tempo - riferisce un gruppo di residenti - che sistematicamente chi abita al civico 40, ma anche al 38, abbandona rifiuti ingombranti di varia natura, compresa l’ indifferenziata. Ci sono due esposti ufficiali registrati presso la polizia municipale, abbiamo avuto numerosi scambi e contatti con i responsabili di Acer, proprietaria degli appartamenti».

«Abbiamo contattato l’ispettore della municipale che segue il centro storico - proseguono - il quale ci ha riferito che sono stati contattati sia l’Acer che la cooperativa Libellula, che gestiscono gli appartamenti in questione e anche Hera, per monitorare la via, sgomberare il meglio possibile e sensibilizzare e educare gli inquilini ad un corretto conferimento dei rifiuti. Nonostante tutto questo non ci sono stati miglioramenti. E' di pochi giorni fa l'ultimo contatto avuto a seguito di rifiuti di pattume rimasti per più di tre giorni a 40 gradi di temperatura». A questo si aggiunge l’odore di urina che spesso regna incontrastato in quel tratto di porticato.

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Ma i rifiuti non sono l’unico problema. Lo spaccio di sostanze stupefacenti e il via vai annesso agli affari di droga vengono notati con frequenza e segnalati alle forze dell’ordine affinché scattino dei controlli.

«Vorremmo ricordare - sostiene il gruppo di residenti - che il civico 40 è stato anche teatro dell'arresto di uno spacciatore che riforniva il centro il quale, una volta uscito dal Sant’Anna, risiede lì con la sua famiglia. In strada, in vari punti, abbiamo segnalato alle forze dell’ordine i continui movimenti notturni di evidenti scambi di “materiale”.Teniamo inoltre a sottolineare l'evidente degrado dei suddetti stabili, all'interno e all'esterno, basta fare un sopralluogo e vedere come vengono tenute le parti del portico; ci vorrebbe un controllo da parte dell'igiene».

Il “clima “ in zona non è dei migliori: alcuni residenti, rei di aver protestato, di aver chiamato la polizia municipale, sono stati al centro di minacce e di ritorsioni, con lancio di immondizie e rilascio di pattume davanti a casa. «Altro capitolo - dicono - , l'ex ristorante e hotel Fini, anche quello ormai terra di nessuno, sporcizia e abbandono e, soprattutto, punto di ritrovo di persone appartenenti a comunità di nomadi che gravitano nell'area di piazza San Francesco. Diciamo che, tra i civici mal gestiti da Acer e cooperative varie e la situazione degradata di piazza San Francesco c'è una bella concentrazione di problemi. Ovviamente ci sono ancora turisti italiani e stranieri che vengono a cercare Fini e che rimangono basiti dallo stato attuale».

E per concludere: «Abbiamo segnalato più volte anche lo stato di abbandono dei pluviali di Fini che, quando piove, causano grossi problemi vista la copiosa fuoriuscita d'acqua».
 

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