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Rubano un’auto e vanno ad assaltare le ville
CASTELFRANCO. Era stata rubata nella notte del 7 agosto, in paese, la Nissan Qashqai usata dalla banda di ladri per assaltare le ville. La vettura è stata abbandonata e recuperata dai carabinieri di...
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CASTELFRANCO. Era stata rubata nella notte del 7 agosto, in paese, la Nissan Qashqai usata dalla banda di ladri per assaltare le ville. La vettura è stata abbandonata e recuperata dai carabinieri di Novellara, coadiuvati dal nucleo radiomobile della compagnia di Guastalla e Reggio Emilia, che hanno sorpreso i banditi mentre tentavano di colpire in un’abitazione signorile a Rolo. Erano le 23 quando il proprietario ha dato l’allarme, segnalando la manomissione del sistema di sorveglianza e il furto appena subito. La reazione dei militari è stata immediata, diverse pattuglie sono arrivate sul posto, intercettando tre ladri sulla Nissan che non hanno rispettato l’alt, preferendo abbandonare la vettura e fuggire a piedi, sfruttando il buio.
Che i tre banditi appartengano ad una banda, che agisce rubando nelle case, è stato confermato dal rinvenimento del kit in loro possesso: strumenti da scasso (cacciaviti, piedi di porco e tenaglie) ma anche accessori per il travisamento (cappellini di lana e passamontagna) e flessibili solitamente utilizzati per aprire le casseforti. Un recupero fruttuoso non solo sotto l’aspetto economico, alla luce del valore dell’auto, ma anche sotto quello investigativo. Sulla Nissan e sugli strumenti da scasso sequestrati, i carabinieri hanno proceduto ai dovuti rilievi per cercare di trovare anche in sede scientifica una svolta investigativa: i militari hanno infatti raccolto le impronte digitali che verranno inviate al Reparto Investigazioni Scientifiche Carabinieri di Parma per le indagini di comparazione con i soggetti pregiudicati censiti in Banca Dati.
Che i tre banditi appartengano ad una banda, che agisce rubando nelle case, è stato confermato dal rinvenimento del kit in loro possesso: strumenti da scasso (cacciaviti, piedi di porco e tenaglie) ma anche accessori per il travisamento (cappellini di lana e passamontagna) e flessibili solitamente utilizzati per aprire le casseforti. Un recupero fruttuoso non solo sotto l’aspetto economico, alla luce del valore dell’auto, ma anche sotto quello investigativo. Sulla Nissan e sugli strumenti da scasso sequestrati, i carabinieri hanno proceduto ai dovuti rilievi per cercare di trovare anche in sede scientifica una svolta investigativa: i militari hanno infatti raccolto le impronte digitali che verranno inviate al Reparto Investigazioni Scientifiche Carabinieri di Parma per le indagini di comparazione con i soggetti pregiudicati censiti in Banca Dati.
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