Un paese rock per tutte le età
C’è chi arriva come fan e poi torna da turista e chi ci trascorre l’estate da una vita
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ZOCCA. È difficile trovare un unico volto per la stagione zocchese 2017. Al turismo “storico” di tanti che fanno di Zocca una tappa abituale della loro estate, quest’anno si sono aggiunti molti fan di Vasco, capitati in Appennino per conoscere il paese del Kom, finendo spesso per essere conquistati dal clima e dalla bellezza del paese. Storie e personalità diverse che animano e danno nuova vita alle comunità.
«Sono venuto qui per la prima volta lo scorso aprile – racconta Massimiliano, bagnino di Verona e grande fan del Kom –. e sono rimasto subito colpito: mi aspettavo un paese completamente diverso, più grande e caotico. Piano piano ho iniziato a visitarlo, a conoscere le persone e a innamorarmi del posto, portando anche qualche amico. Ormai sarò venuto una decina di volte e sto seriamente pensando alla possibilità di trasferirmi. Sono anche stato in piscina per chiedere se hanno bisogno di assumere personale». Tra gli amici che accompagnano Massimiliano c’è Alberto, pure lui “stregato” da Zocca: «Qui si respira un’aria particolare. La gente è sempre gentile, ti saluta, basta poco per conoscersi e fare due chiacchiere. C’è quella dimensione di paese che a Verona abbiamo perso da tanto tempo».
Non è però possibile dimenticare il volto del turismo più storico, fatto di tanti che hanno acquistato una seconda casa o che, originari o adottivi di queste zone, non vedono l’ora torni l’estate per godersi il fresco e la tranquillità del posto. Tra gli ospiti più longevi c’è Carlo Collotti, 90 anni, una vita passata a Modena presso la Città dei Ragazzi, di cui fu uno dei primi collaboratori. Per decenni ha accompagnato a Monteombraro di Zocca i ragazzi della Cdr per alcune settimane di campeggio. «Venivamo qui nei mesi di luglio e agosto, con quattro campi di 15 giorni ciascuno – ci confida – . Dormivamo negli edifici dell’attuale scuola materna e le giornate erano piene di tante attività: piscina, calcio, spettacoli, giochi, passeggiate... Si era creato davvero un ottimo rapporto con la gente del posto, anche perché la nostra presenza era importante sul piano turistico». Con gli anni ’90 sono cessati i soggiorni della Città dei Ragazzi, ma non quelli del signor Collotti che ha continuato a passare qui le sue estati, prima in un appartamento e ora nel pensionato parrocchiale. «Qui mi sento a casa - conclude Carlo - E ogni pomeriggio, nel parco della parrocchia, aiuta alcuni bambini del paese a svolgere i compiti delle vacanze». (f.c.)
«Sono venuto qui per la prima volta lo scorso aprile – racconta Massimiliano, bagnino di Verona e grande fan del Kom –. e sono rimasto subito colpito: mi aspettavo un paese completamente diverso, più grande e caotico. Piano piano ho iniziato a visitarlo, a conoscere le persone e a innamorarmi del posto, portando anche qualche amico. Ormai sarò venuto una decina di volte e sto seriamente pensando alla possibilità di trasferirmi. Sono anche stato in piscina per chiedere se hanno bisogno di assumere personale». Tra gli amici che accompagnano Massimiliano c’è Alberto, pure lui “stregato” da Zocca: «Qui si respira un’aria particolare. La gente è sempre gentile, ti saluta, basta poco per conoscersi e fare due chiacchiere. C’è quella dimensione di paese che a Verona abbiamo perso da tanto tempo».
Non è però possibile dimenticare il volto del turismo più storico, fatto di tanti che hanno acquistato una seconda casa o che, originari o adottivi di queste zone, non vedono l’ora torni l’estate per godersi il fresco e la tranquillità del posto. Tra gli ospiti più longevi c’è Carlo Collotti, 90 anni, una vita passata a Modena presso la Città dei Ragazzi, di cui fu uno dei primi collaboratori. Per decenni ha accompagnato a Monteombraro di Zocca i ragazzi della Cdr per alcune settimane di campeggio. «Venivamo qui nei mesi di luglio e agosto, con quattro campi di 15 giorni ciascuno – ci confida – . Dormivamo negli edifici dell’attuale scuola materna e le giornate erano piene di tante attività: piscina, calcio, spettacoli, giochi, passeggiate... Si era creato davvero un ottimo rapporto con la gente del posto, anche perché la nostra presenza era importante sul piano turistico». Con gli anni ’90 sono cessati i soggiorni della Città dei Ragazzi, ma non quelli del signor Collotti che ha continuato a passare qui le sue estati, prima in un appartamento e ora nel pensionato parrocchiale. «Qui mi sento a casa - conclude Carlo - E ogni pomeriggio, nel parco della parrocchia, aiuta alcuni bambini del paese a svolgere i compiti delle vacanze». (f.c.)
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