montese. la difesa
«Casa insalubre a Maserno? Le sentenze dicono l’opposto»
MONTESE . «Sono strumentali e infondate le tesi sostenute dall’ex inquilino dell’appartamento di Maserno che ha presentato un esposto in Procura per le condizioni ritrovate». A precisarlo è l’avvocato...
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MONTESE . «Sono strumentali e infondate le tesi sostenute dall’ex inquilino dell’appartamento di Maserno che ha presentato un esposto in Procura per le condizioni ritrovate». A precisarlo è l’avvocato Stefano Morandi, difensore della nota ditta pavullese costruttrice, facendo riferimento alla vicenda di cui abbiamo dato conto il 13 maggio. Il legale sottolinea innanzitutto che la vertenza giudiziaria sul locale di largo Bernardoni (60 metri) è stata promossa dalla proprietà per morosità e che l’udienza si è tenuta il 3 giugno 2014. Poi l’inquilino si è costituito in giudizio contestando la salubrità dei locali. Il giudice ha emesso ordinanza non impugnabile di rilascio dell’appartamento il 6 agosto 2014.
Il procedimento giudiziario parallelo è poi andato avanti: «Con sentenza del 16/12/2016, divenuta definitiva, il Tribunale ha respinto tutte le richieste dell’inquilino - rimarca l’avvocato - dichiarando “risolta la locazione per grave inadempimento del convenuto”, cioè a causa del mancato pagamento dei canoni, e ha disposto spese processuali “compensate nella misura di 1/3, dichiarando il convenuto”, cioè l’inquilino, “tenuto al rimborso del residuo”».
In sede penale, a seguito dell’esposto presentato dall’ex inquilino nei confronti della proprietà, il pm il 15 dicembre 2015 ha avanzato richiesta di archiviazione, «vista evidentemente la assenza di profili di responsabilità da parte della proprietà» nota l’avvocato. L’inquilino si è opposto, ma nell’udienza del 12 aprile 2016 il Gip ha accolto la richiesta del pm “in quanto il fatto non sussiste”, disponendo l’archiviazione degli atti.
«Risulta che nessuna responsabilità, sia sotto il profilo civilistico che penale, sia stata riconosciuta a carico della “nota ditta pavullese” proprietaria dell’immobile a Maserno - ribadisce l’avvocato Morandi - avendo i giudici accertato in via definitiva l’infondatezza delle contestazioni e doglianze dell’inquilino. La ditta pavullese ha mantenuto una condotta corretta sotto ogni profilo». (d.m.)
Il procedimento giudiziario parallelo è poi andato avanti: «Con sentenza del 16/12/2016, divenuta definitiva, il Tribunale ha respinto tutte le richieste dell’inquilino - rimarca l’avvocato - dichiarando “risolta la locazione per grave inadempimento del convenuto”, cioè a causa del mancato pagamento dei canoni, e ha disposto spese processuali “compensate nella misura di 1/3, dichiarando il convenuto”, cioè l’inquilino, “tenuto al rimborso del residuo”».
In sede penale, a seguito dell’esposto presentato dall’ex inquilino nei confronti della proprietà, il pm il 15 dicembre 2015 ha avanzato richiesta di archiviazione, «vista evidentemente la assenza di profili di responsabilità da parte della proprietà» nota l’avvocato. L’inquilino si è opposto, ma nell’udienza del 12 aprile 2016 il Gip ha accolto la richiesta del pm “in quanto il fatto non sussiste”, disponendo l’archiviazione degli atti.
«Risulta che nessuna responsabilità, sia sotto il profilo civilistico che penale, sia stata riconosciuta a carico della “nota ditta pavullese” proprietaria dell’immobile a Maserno - ribadisce l’avvocato Morandi - avendo i giudici accertato in via definitiva l’infondatezza delle contestazioni e doglianze dell’inquilino. La ditta pavullese ha mantenuto una condotta corretta sotto ogni profilo». (d.m.)
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