Cattedre scoperte, si cercano 150 supplenti
Dovevano esserne messi in ruolo 762 ma tante graduatorie sono esaurite. Allarme per matematica
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La corsa al toto-insegnante è aperta. Come accade da anni la carenza di titolari costringe alla caccia del supplente all’ultimo minuto, a dispetto delle rassicurazioni dei provveditorati e delle promesse del ministro di turno.
Se a livello regionale la differenza tra le cattedre scoperte e quelle che hanno trovato un insegnante a tempo indeterminato porta a un migliaio di posti vacanti, a Modena le cifre non autorizzano un grande ottimismo, soprattutto per le materie scientifiche, a partire da matematica.
Ma andiamo con ordine.
Per effetto di trasferimenti e pensionamenti, ogni anno la scuola modenese deve fare i conti con l’avvicendamento degli insegnanti.
Provveditorato e presidi devono quindi trovare i sostituti e le graduatorie sono fatte apposta per garantire un meccanismo di assegnazione che dovrebbe essere imparziale. Il guaio è che i docenti disponibili in questi elenchi sono sempre meno delle necessità, delle cattedre senza insegnati. Per Modena questo significa che su 762 posti da immettere in ruolo ne mancano 150, di cui un buon terzo per gli insegnati di sostegno. Quel 20% in meno dunque dovrà essere coperto con supplenze annuali, da trovare attraverso le graduatorie d’istituto.
Per le materie scientifiche le liste dei docenti sono molto corte. Per matematica alle medie ad esempio dei 51 posti disponibili ne sono stati assegnati 26, gli altri 25 dovranno essere trovati anche tra laureati che non hanno ottenuto l’abilitazione. «Il problema esiste per matematica - ammette la segretaria regionale della Cgil scuola, Raffaella Morsia - perchè i giovani laureati, al pari di quelli di informatica, sono ricercati da aziende private che offrono assunzioni immediate e stipendi più alte, senza tirocini».
«I problemi - concorda la sua collega regionale nella Cisl, la sassolese Monica Barbolini - ci sono anche per le materie scientifiche ma cominciamo ad avere carenze a livello regionale anche per materie letterarie, anche se per una trentina di casi, e per gli insegnanti delle elementari. Tutto questo mentre nei comuni più piccoli cominciano le prime avvisaglie del calo demografico». «A livello modenese - aggiunge Antonietta Cozzo, segretaria modenese della cisl Scuola - Su circa 150 docenti che mancano all’appello e che vanno trovati al più presto è necessario che si metta mano in via prioritaria ai docenti di sostegno per gli alunni svantaggiati. Servono tra i 40 e i 50 docenti in tempi solleciti per venire incontro alle esigenze delle famiglie».
«Come al solito ogni anno i docenti e il mondo della scuola si trovano di fronte a carenze e previsioni gestionali insufficienti, a volte completamente errate - dice Claudio Riso, neosegretario della Cgil Flc - Sul personale Ata, insegnanti e segeterie si scaricano tutte le disfunzioni che poi si riflettono sull’efficienza della didattica a scuola». (s.c.)
Se a livello regionale la differenza tra le cattedre scoperte e quelle che hanno trovato un insegnante a tempo indeterminato porta a un migliaio di posti vacanti, a Modena le cifre non autorizzano un grande ottimismo, soprattutto per le materie scientifiche, a partire da matematica.
Ma andiamo con ordine.
Per effetto di trasferimenti e pensionamenti, ogni anno la scuola modenese deve fare i conti con l’avvicendamento degli insegnanti.
Provveditorato e presidi devono quindi trovare i sostituti e le graduatorie sono fatte apposta per garantire un meccanismo di assegnazione che dovrebbe essere imparziale. Il guaio è che i docenti disponibili in questi elenchi sono sempre meno delle necessità, delle cattedre senza insegnati. Per Modena questo significa che su 762 posti da immettere in ruolo ne mancano 150, di cui un buon terzo per gli insegnati di sostegno. Quel 20% in meno dunque dovrà essere coperto con supplenze annuali, da trovare attraverso le graduatorie d’istituto.
Per le materie scientifiche le liste dei docenti sono molto corte. Per matematica alle medie ad esempio dei 51 posti disponibili ne sono stati assegnati 26, gli altri 25 dovranno essere trovati anche tra laureati che non hanno ottenuto l’abilitazione. «Il problema esiste per matematica - ammette la segretaria regionale della Cgil scuola, Raffaella Morsia - perchè i giovani laureati, al pari di quelli di informatica, sono ricercati da aziende private che offrono assunzioni immediate e stipendi più alte, senza tirocini».
«I problemi - concorda la sua collega regionale nella Cisl, la sassolese Monica Barbolini - ci sono anche per le materie scientifiche ma cominciamo ad avere carenze a livello regionale anche per materie letterarie, anche se per una trentina di casi, e per gli insegnanti delle elementari. Tutto questo mentre nei comuni più piccoli cominciano le prime avvisaglie del calo demografico». «A livello modenese - aggiunge Antonietta Cozzo, segretaria modenese della cisl Scuola - Su circa 150 docenti che mancano all’appello e che vanno trovati al più presto è necessario che si metta mano in via prioritaria ai docenti di sostegno per gli alunni svantaggiati. Servono tra i 40 e i 50 docenti in tempi solleciti per venire incontro alle esigenze delle famiglie».
«Come al solito ogni anno i docenti e il mondo della scuola si trovano di fronte a carenze e previsioni gestionali insufficienti, a volte completamente errate - dice Claudio Riso, neosegretario della Cgil Flc - Sul personale Ata, insegnanti e segeterie si scaricano tutte le disfunzioni che poi si riflettono sull’efficienza della didattica a scuola». (s.c.)
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