Fanano, mirtillo, una rarità Produzione azzerata
Il negoziante Fogliani: «Non c’è stata neve e poi tanto caldo» Raccolta ridotta e prezzi alle stelle per i pochi chili trovati
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FANANO. È da sempre l’oro nero dell’Appennino, ma mai come quest'anno rappresenta un piccolo tesoro. La stagione ha regalato pochissimo mirtillo tra le montagne fananesi, per una serie di fattori climatici. Ragion per cui è praticamente impossibile acquistarlo alla festa, anche se la sua presenza nei derivati, per quanto centellinata, permane assicurando almeno l’atmosfera. Abbiamo fotografato la situazione con Daniele Fogliani, titolare in paese, assieme a Marco Biagioni e Alessandra Fogliani, del minimarket “Il Mirtillo”.
Fogliani, com'è andata la raccolta?
«È partita bene l’ultima settimana di luglio e la prima d’agosto, ma poi è crollata come ci si aspettava: il frutto è finito subito perché era davvero pochissimo».
Perché così poco?
«Le cause sono diverse, innanzitutto la mancanza di neve a novembre e dicembre. Le prime precipitazioni sono fondamentali per creare attorno alla piantina quella protezione che le servirà poi per tutto l’inverno. Niente nevicate prima, e poi è arrivato il freddo intenso a gennaio, che a quel punto ha bruciato la piantina. L’80% della produzione si è persa lì, e poi ha insistito la gelata primaverile. Infine la siccità, che ha dato il colpo di grazia».
Quindi i raccoglitori non hanno portato niente per la festa?
«Una quantità piccolissima, una cinquantina di chili per la due giorni. Quando negli anni buoni si facevano girare dai 10 ai 15 quintali. A noi quest’anno in negozio ne saranno arrivati 7-8 chili: niente praticamente».
Con questa rarità, che prezzo può raggiungere?
«Anche 15 euro al chilo, il record assoluto: mai vista una cosa del genere in 14 anni che ho l’attività. Normalmente la vendita al dettaglio andava dai 7,5 ai 9 euro».
Quindi la piccola quantità che avete avuto è già stata assegnata?
«Sì, abbiamo cercato di dare poco ma un po’ a tutti i nostri clienti storici, permettendo ad esempio a ristoranti, forni e gelaterie di avere comunque un po’ di mirtillo per preparare i loro prodotti. Almeno una presenza simbolica».
Come vedete il futuro?
«Con speranza, nonostante tutto. Il nostro mirtillo selvatico è legato alla natura, che è il suo bello ma anche il suo grande limite. La natura però ha i suoi cicli: speriamo che ci renda dopo quello che non abbiamo potuto avere adesso».
Daniele Montanari
Fogliani, com'è andata la raccolta?
«È partita bene l’ultima settimana di luglio e la prima d’agosto, ma poi è crollata come ci si aspettava: il frutto è finito subito perché era davvero pochissimo».
Perché così poco?
«Le cause sono diverse, innanzitutto la mancanza di neve a novembre e dicembre. Le prime precipitazioni sono fondamentali per creare attorno alla piantina quella protezione che le servirà poi per tutto l’inverno. Niente nevicate prima, e poi è arrivato il freddo intenso a gennaio, che a quel punto ha bruciato la piantina. L’80% della produzione si è persa lì, e poi ha insistito la gelata primaverile. Infine la siccità, che ha dato il colpo di grazia».
Quindi i raccoglitori non hanno portato niente per la festa?
«Una quantità piccolissima, una cinquantina di chili per la due giorni. Quando negli anni buoni si facevano girare dai 10 ai 15 quintali. A noi quest’anno in negozio ne saranno arrivati 7-8 chili: niente praticamente».
Con questa rarità, che prezzo può raggiungere?
«Anche 15 euro al chilo, il record assoluto: mai vista una cosa del genere in 14 anni che ho l’attività. Normalmente la vendita al dettaglio andava dai 7,5 ai 9 euro».
Quindi la piccola quantità che avete avuto è già stata assegnata?
«Sì, abbiamo cercato di dare poco ma un po’ a tutti i nostri clienti storici, permettendo ad esempio a ristoranti, forni e gelaterie di avere comunque un po’ di mirtillo per preparare i loro prodotti. Almeno una presenza simbolica».
Come vedete il futuro?
«Con speranza, nonostante tutto. Il nostro mirtillo selvatico è legato alla natura, che è il suo bello ma anche il suo grande limite. La natura però ha i suoi cicli: speriamo che ci renda dopo quello che non abbiamo potuto avere adesso».
Daniele Montanari
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