Per quest’anno basta l’autocertificazione
Compromesso tra i vertici di scuola e sanità che vale sino al 2020. Per le Ausl due anni per i controlli
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Nell’epoca dei computer i controlli incrociati tra scuole e Ausl sugli studenti già vaccinati e quelli ancora da vaccinare sono un ostacolo difficile da superare.
È questa l’unica conclusione possibile dopo le riunioni frenetiche tra regione e Ufficio Scolastico Regionale (Usr) alle prese con la valanga dei certificati da garantire nel giro di un paio di mesi per obbedire al decreto Lorenzin.
Alla fine l’unica soluzione transitoria che sta emergendo è quella di un compromesso. Per i prossimi due anni scolastici le scuole accetteranno le autocertificazioni garantite dalle famiglie che dovranno sottoscrivere un documento di garanzia sulle vaccinazioni già effettuate.
Tutto questo entro la fine di ottobre mentre entro il prossimo marzo dovranno essere acquisiti anche i certificati medici originali, o comunque emessi dalle Ausl.
In compenso - grazie a quanto scritto dalla legge - le stesse Ausl hanno tempo due anni per completare la verifica e restituire alle scuole i nomi di chi è fuorilegge e deve essere tenuto fuori dalle scuole.
Il quadro è dunque questo, anche se date, uffici competenti e documenti relativi devono ancora essere messi a punto.
Su queste procedure il direttore dell'Usr Stefano Versari, fa il punto della situazione con una sua nota in cui spiega che la soluzione ottimale sarebbe quella di trasmettere dal Ministero dell'Istruzione alla Regione, i dati degli iscritti scuola per scuola, aspettando le indicazioni del Garante della Privacy. Procedura non breve che rischia di far saltare il rispetto dei tempi. Una soluzione? L'invio diretto dei certificati dalle Ausl a domicilio agli alunni, che garantirebbe la riservatezza dei dati .
Al momento però non resta che una soluzione a portata di mano: far consegnare una dichiarazione di conformità alle famiglie entro il 10 settembre per nidi e materne, entro il 31 ottobre per tutti gli altri gradi di scuola. Poi, entro il prossimo 10 marzo, sempre le famiglie dovrebbero presentare a scuola la documentazione autentica sui vaccini ai figli.
«Le scuole - sottolinea Versari - non dovranno più acquisire direttamente, per tutti gli iscritti, le certificazioni in merito alle vaccinazioni effettuate. Fino ad allora è in vigore la modalità transitoria».
Il sindacato Anief protesta: «Ancora una volta la scuola è l’imbuto dei problemi sociali - dice - Se i vaccini sono così importanti per la salute pubblica, perchè non è stato adottato lo stesso criterio di certificazione indispensabile negli luoghi di affollamento?» (s.c.)
È questa l’unica conclusione possibile dopo le riunioni frenetiche tra regione e Ufficio Scolastico Regionale (Usr) alle prese con la valanga dei certificati da garantire nel giro di un paio di mesi per obbedire al decreto Lorenzin.
Alla fine l’unica soluzione transitoria che sta emergendo è quella di un compromesso. Per i prossimi due anni scolastici le scuole accetteranno le autocertificazioni garantite dalle famiglie che dovranno sottoscrivere un documento di garanzia sulle vaccinazioni già effettuate.
Tutto questo entro la fine di ottobre mentre entro il prossimo marzo dovranno essere acquisiti anche i certificati medici originali, o comunque emessi dalle Ausl.
In compenso - grazie a quanto scritto dalla legge - le stesse Ausl hanno tempo due anni per completare la verifica e restituire alle scuole i nomi di chi è fuorilegge e deve essere tenuto fuori dalle scuole.
Il quadro è dunque questo, anche se date, uffici competenti e documenti relativi devono ancora essere messi a punto.
Su queste procedure il direttore dell'Usr Stefano Versari, fa il punto della situazione con una sua nota in cui spiega che la soluzione ottimale sarebbe quella di trasmettere dal Ministero dell'Istruzione alla Regione, i dati degli iscritti scuola per scuola, aspettando le indicazioni del Garante della Privacy. Procedura non breve che rischia di far saltare il rispetto dei tempi. Una soluzione? L'invio diretto dei certificati dalle Ausl a domicilio agli alunni, che garantirebbe la riservatezza dei dati .
Al momento però non resta che una soluzione a portata di mano: far consegnare una dichiarazione di conformità alle famiglie entro il 10 settembre per nidi e materne, entro il 31 ottobre per tutti gli altri gradi di scuola. Poi, entro il prossimo 10 marzo, sempre le famiglie dovrebbero presentare a scuola la documentazione autentica sui vaccini ai figli.
«Le scuole - sottolinea Versari - non dovranno più acquisire direttamente, per tutti gli iscritti, le certificazioni in merito alle vaccinazioni effettuate. Fino ad allora è in vigore la modalità transitoria».
Il sindacato Anief protesta: «Ancora una volta la scuola è l’imbuto dei problemi sociali - dice - Se i vaccini sono così importanti per la salute pubblica, perchè non è stato adottato lo stesso criterio di certificazione indispensabile negli luoghi di affollamento?» (s.c.)
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