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I cercatori di Aemilia e gli antichi libri che svelano la storia

I cercatori di Aemilia e gli antichi libri che svelano la storia

NONANTOLA. L’amore per un territorio può trovare sviluppo con forme di espressione diverse. La ricerca storica è una di queste, annoverata però tra le vie più complesse perché la fruibilità delle...

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NONANTOLA. L’amore per un territorio può trovare sviluppo con forme di espressione diverse. La ricerca storica è una di queste, annoverata però tra le vie più complesse perché la fruibilità delle fonti, che costituiscono la via maestra della ricerca, non è scontata. A gennaio del 2013 viene costituita a Nonantola la associazione “Aemilia” con l’intenzione di pubblicare testi che raccolgano le realtà ed i percorsi culturali del territorio affinché divengano somma testimoniale.

L’associazione, a cinque anni dalla fondazione, conta oggi 36 iscritti. È presieduta da Pamela Tavernari, vicepresidente Andrea Guerra e, tra i fondatori, Massimo Baldini e Natascia Reggiani. «Riunisce le esperienze di studiosi e di appassionati di storia locale - spiega Baldini - Il fine è lo svolgimento di ricerche storiche e la valorizzazione del patrimonio culturale del territorio e delle comunità emiliano-romagnole».

Sono quattro le collane che “Aemilia” ha sviluppato: Appunti Storici, Pagine Ritrovate, Fuori Collana, Quaderni di Ricerche e Studi. Collane che nascono dalla pazienza ostinata che avevano i certosini e in alcuni dei titoli essa è intuibile: “Le scuole in posa”, “La cantina sociale e la lavorazione dei prodotti agricoli di Nonantola”, “La famiglia Salimbeni”, “Il Centro sociale anziani e l’associazione La Clessidra”, “Dall’Emilia alla Russia”, “Dalla Domus Communis al Palazzo della Partecipanza”.

Del resto trovare materiale inedito richiede cura estrema. «Individuare fonti con materiale nuovo è molto difficile - conferma Baldini - specie dalla chiusura dell’Archivio comunale a causa del sisma 2012. È un lavoro minuzioso che pretende tempo, oltre che conoscenza».

Intanto, il 23 e 24 settembre si terrà la quinta edizione del “Gran Premio Nazionale Vino della Cooperazione Gino Friedmann”, dedicato al fondatore delle Federazione nazionale Cantine Sociali. «Abbiamo già quattordici cantine italiane iscritte. L’evento si terrà nei locali della Partecipanza, con la novità dell’assaggio dei vini in gara».

Patrizia Cantusci

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