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La storia/Angelo e Nicoletta: Ritrovarsi innamorati e locandieri nel magico borgo di Montalbano

di Federico Covili
La storia/Angelo e Nicoletta: Ritrovarsi innamorati e locandieri nel magico borgo di Montalbano

Zocca. Angelo e Nicoletta erano ex compagni di scuola e il destino li ha portati a gestire “La Canonica” Turisti da tutto il mondo: «Cercano un posto con ritmi diversi e capita anche di cucinare con loro»

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ZOCCA. Il destino traccia a volte dei percorsi molto particolari. Metti una professoressa di matematica e un suo ex compagno di classe, rimasto senza lavoro a 51 anni. E aggiungi un locale storico, in un posto incantevole, ma che fatica ad attirare clientela. Il risultato, inaspettato, è il successo della locanda “La Canonica” di Montalbano. «Sono di Bologna - racconta Nicoletta mentre sorseggia un caffè sotto il portico della vecchia canonica - ma vent’anni fa ho deciso di trasferirmi. Non ne potevo più dei ritmi della città e mi sono innamorata di questi posti. Poi la separazione dal mio ex marito, con cui condividevo anche il lavoro, e la necessità di ripartire. Per alcuni anni ho gestito un negozio di fiori a Zocca, poi ho sfruttato la mia laurea e ho iniziato ad insegnare alle scuole medie».

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Il borgo di Montalbano è un gioiello e, sulla sua sommità, si trova la canonica. Da antico castello medievale è diventata una dimora nobiliare quindi, nel XVIII secolo, l’edificio fu acquistato dalla curia e usato come canonica del parroco. Negli anni ’90 il Comune prende lo stabile in affitto per 99 anni, con l’idea di creare una struttura ricettiva. Ma le cose non vanno per il verso giusto. I clienti scarseggiano, nel 2004 si arriva alla chiusura e solo nel 2008 due ragazze di Bologna lo riaprono con coraggio.

«Con Angelo eravamo in classe alle medie - racconta Nicoletta - poi ci siamo persi di vista. E, dopo tanti anni, ci ritroviamo e ci innamoriamo. Lui si trasferisce a Zocca e io continuo a insegnare, ma un po’ mi mancava il non poter sfogare la mia vena creativa».

Le cose però si complicano: una delle socie della locanda muore e l’azienda di Angelo va in crisi e lui, a 51 anni, perde il lavoro. «Avevamo conosciuto Elena e Monica e la loro passione. Monica ci ha chiesto se eravamo interessati alla gestione, restando comunque a darci una mano. Ci ha convinti».

Quel locale prima così sfortunato piano piano si riempie di turisti. Angelo si occupa della cucina, mentre Nicoletta aggiunge all’insegnamento l’impegno di decoratrice e intrattenitrice della clientela. Anche se a volte i ruoli si scambiano. E così la locanda ha ripreso vita: ogni sera c’è gente, spesso occorre prenotare, e le camere del bed and breakfast sono sempre piene. Ad arrivare sono anche tantissimi stranieri, da Giappone, Cina, Malesia, Australia, Filippine oltre che dall’Europa. E fa effetto pensare che nel loro tour in Italia, accanto a Venezia, Roma e Firenze, trovano il tempo per una tappa a Montalbano. Una sua spiegazione Nicoletta ce l’ha: «Penso che il segreto sia fare un turismo diverso, basato sulla semplicità. Mi piace pensare a questo locale come all’opposto di un fastfood: qui si chiacchiera, si mangiano i prodotti stagionali e quelli della tradizione. A volte capita di preparare la cena con qualche turista che vuole imparare come si fanno la sfoglia, le lasagne o i tortellini».
 

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