«Minacce via web, denunciamo»
di Serena Fregni
I Giovani Dem al contrattacco: «Gli haters istigatori all’odio ci augurano la morte, basta rimanere zitti»
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Un post di solidarietà per Barcellona e i terribili fatti che l’hanno vista protagonista due giorni fa postato dai Giovani Democratici Nazionali dove si sottolineava anche come, secondo i GD, certi politici strumentalizzassero l’accaduto per accaparrarsi consensi. Un post che ha aizzato molti commenti, minacce, insulti, e alcuni addirittura con augurio di morte verso i giovani democratici, che non sono passati inosservati. Così i GD Nazionali hanno annunciato che passeranno per vie legali e i GD Provinciali di Modena si sono schierati a fianco dei nazionali condannando i famosi “haters” o “leoni da tastiera” che popolano il web dicendosi pronti a fare altrettanto.
Alessandro Poggi, segretario provinciale GD Modena, ci spiega come è nata questa decisa presa di posizione.
«Non si può assolutamente accettare che Facebook diventi la valvola di sfogo di odio. Tutto è partito dal post dei Giovani Democratici nel quale ovviamente ci si rattristava e si porgeva solidarietà per i fatti di Barcellona ma al tempo stesso si stigmatizzava il comportamento di Salvini e di altri esponenti di destra e dei Cinque Stelle che strumentalizzano a fini politici queste situazioni. Da lì sono partiti vari attacchi dagli “haters” del web con centinaia di commenti sotto al post e quindi i GD Nazionali hanno deciso di passare alle vie legali».
Come GD Modena, state già pensando a interventi simili?
«Noi adesso valuteremo caso per caso a seconda della gravità. Capita anche a noi di ricevere messaggi sgradevoli, anche tralasciando il merito dell’argomento in questione, con persone che cominciano ad offendere pesantemente. Ovviamente, pur valutando caso per caso, non è da escludere che si possa agire per vie legali anche perché sono convinto che sui social valgano le regole della vita di tutti i giorni. Non è un terreno franco dove si può dire di tutto».
Parlando sempre di “odio social”, la situazione a Modena?
«Rispetto alle altre città pur essendo una realtà, quella modenese, civile, dal nostro punto di vista non abbiamo mai ricevuto minacce però quando poi si va nella dimensione dei social riemergono spiriti che uno non avrebbe mai immaginato di rivedere. La guardia è sempre da tenere alta e sappiamo che le manifestazioni di intolleranza, pur essendo più contenute rispetto ad altre città, ci sono. Noi abbiamo fatto una lunga battaglia sull’apertura della “Terra dei padri” ma penso anche a gruppi di quello stampo e ideologie. Credo non si debba mai abbassare la guardia, soprattutto a Modena che ha fatto lunghe battaglie per mantenere certi valori».
Di questi “Leoni da tastiera” in quanti sono venuti di persona nella vostra sede per un confronto?
«Nessuno, ovviamente. Noi saremo ben felici di poter avere un confronto con queste persone. Un esempio è stato proprio il post della festa del PD a Ponte Alto con il programma pubblicato. In questo caso riguarda il PD e non GD ma il meccanismo è il medesimo. Commenti su commenti con insulti e offese riguardo ai concerti a pagamento. Si parla di artisti famosi con prezzi agevolati, ma anche in questo caso è esploso l’odio associato a commenti pesanti».
Alessandro Poggi, segretario provinciale GD Modena, ci spiega come è nata questa decisa presa di posizione.
«Non si può assolutamente accettare che Facebook diventi la valvola di sfogo di odio. Tutto è partito dal post dei Giovani Democratici nel quale ovviamente ci si rattristava e si porgeva solidarietà per i fatti di Barcellona ma al tempo stesso si stigmatizzava il comportamento di Salvini e di altri esponenti di destra e dei Cinque Stelle che strumentalizzano a fini politici queste situazioni. Da lì sono partiti vari attacchi dagli “haters” del web con centinaia di commenti sotto al post e quindi i GD Nazionali hanno deciso di passare alle vie legali».
Come GD Modena, state già pensando a interventi simili?
«Noi adesso valuteremo caso per caso a seconda della gravità. Capita anche a noi di ricevere messaggi sgradevoli, anche tralasciando il merito dell’argomento in questione, con persone che cominciano ad offendere pesantemente. Ovviamente, pur valutando caso per caso, non è da escludere che si possa agire per vie legali anche perché sono convinto che sui social valgano le regole della vita di tutti i giorni. Non è un terreno franco dove si può dire di tutto».
Parlando sempre di “odio social”, la situazione a Modena?
«Rispetto alle altre città pur essendo una realtà, quella modenese, civile, dal nostro punto di vista non abbiamo mai ricevuto minacce però quando poi si va nella dimensione dei social riemergono spiriti che uno non avrebbe mai immaginato di rivedere. La guardia è sempre da tenere alta e sappiamo che le manifestazioni di intolleranza, pur essendo più contenute rispetto ad altre città, ci sono. Noi abbiamo fatto una lunga battaglia sull’apertura della “Terra dei padri” ma penso anche a gruppi di quello stampo e ideologie. Credo non si debba mai abbassare la guardia, soprattutto a Modena che ha fatto lunghe battaglie per mantenere certi valori».
Di questi “Leoni da tastiera” in quanti sono venuti di persona nella vostra sede per un confronto?
«Nessuno, ovviamente. Noi saremo ben felici di poter avere un confronto con queste persone. Un esempio è stato proprio il post della festa del PD a Ponte Alto con il programma pubblicato. In questo caso riguarda il PD e non GD ma il meccanismo è il medesimo. Commenti su commenti con insulti e offese riguardo ai concerti a pagamento. Si parla di artisti famosi con prezzi agevolati, ma anche in questo caso è esploso l’odio associato a commenti pesanti».
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