Troppi rischi per le persone Cartellino rosso alla caccia
di Marco Pederzoli
Castelvetro. Ordinanza del sindaco che vieta le doppiette nella cinta urbana «Territorio da preservare, case da proteggere e cittadini che vanno tutelati»
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CASTELVETRO . Con un’apposita ordinanza del sindaco Fabio Franceschini, emanata proprio in questi giorni, sono stati formalizzati i confini entro i quali sul territorio comunale è proibita la caccia.
«Con questo atto - spiega il primo cittadino - è stata finalmente definita una situazione sulla quale da anni non c’era chiarezza. Non che si fossero registrati problemi, ma abbiamo preferito giocare d’anticipo, anche sui tempi d’apertura della stagione venatoria, e abbiamo emanato questa ordinanza, che chiarisce qual è la “cinta urbana” entro la quale è vietata la caccia».
Nel provvedimento emanato, si richiamano peraltro ragioni di “pubblica sicurezza e di valorizzazione e fruizione pubblica del territorio”, nonché di “proteggere le aree contigue ai nuclei abitati, la viabilità e la sentieristica pubblica, i luoghi di culto, i pubblici esercizi, le aree agricole nelle quali vi è maggiore densità di residenze”.
A tutto ciò, si aggiunge “l’esigenza di garantire la pubblica incolumità, oltre che ai residenti, anche dei numerosi turisti che frequentano il territorio di Castelvetro”.
Nello specifico del provvedimento, la “cinta urbana” entro la quale è stata formalmente proibita ogni attività venatoria, riguarda il capoluogo e il territorio di Solignano. Per quanto riguarda Castelvetro, definiscono questo limite le vie Per Modena, Bixio, Bacuccola, Bergognina, Ghiarone, azienda agricola Le Casette, via Cimitero, via Massaroni, azienda agricola Manicardi, via Sinistra Guerro, via San Polo, via Bionda, via Palona e via Lunga.
Per quanto riguarda invece il territorio di Solignano, definiscono invece l’area entro la quale è proibita ogni forma di caccia la strada Pedemontana, via Croce, via Rolda, il Fosso Freddo, via Fornaci, via Nizzola, la sp 569, Strada Sant’Antonio, il Rio Scuro e via Montanara. All’interno delle zone vietate, tuttavia, è comunque consentito, come specificato nell’ordinanza, “catturare, dissuadere e limitare nel numero secondo la legislazione vigente la fauna selvatica che è oggetto dei piani di controllo numerico”. In altri termini, i soggetti autorizzati a fare rispettare i piani di controllo della fauna selvatica, potranno comunque agire in deroga, al fine di evitare che cinghiali e altri animali selvatici possano arrecare danni a un’agricoltura di pregio come quella castelvetrese. Della nuova ordinanza sono stati già informati tutti gli organi competenti, dal Servizio territoriale agricoltura caccia e pesca alle associazioni venatorie del territorio, fino alle associazioni di categoria degli agricoltori e alle associazioni ambientaliste.
«Con questo atto - spiega il primo cittadino - è stata finalmente definita una situazione sulla quale da anni non c’era chiarezza. Non che si fossero registrati problemi, ma abbiamo preferito giocare d’anticipo, anche sui tempi d’apertura della stagione venatoria, e abbiamo emanato questa ordinanza, che chiarisce qual è la “cinta urbana” entro la quale è vietata la caccia».
Nel provvedimento emanato, si richiamano peraltro ragioni di “pubblica sicurezza e di valorizzazione e fruizione pubblica del territorio”, nonché di “proteggere le aree contigue ai nuclei abitati, la viabilità e la sentieristica pubblica, i luoghi di culto, i pubblici esercizi, le aree agricole nelle quali vi è maggiore densità di residenze”.
A tutto ciò, si aggiunge “l’esigenza di garantire la pubblica incolumità, oltre che ai residenti, anche dei numerosi turisti che frequentano il territorio di Castelvetro”.
Nello specifico del provvedimento, la “cinta urbana” entro la quale è stata formalmente proibita ogni attività venatoria, riguarda il capoluogo e il territorio di Solignano. Per quanto riguarda Castelvetro, definiscono questo limite le vie Per Modena, Bixio, Bacuccola, Bergognina, Ghiarone, azienda agricola Le Casette, via Cimitero, via Massaroni, azienda agricola Manicardi, via Sinistra Guerro, via San Polo, via Bionda, via Palona e via Lunga.
Per quanto riguarda invece il territorio di Solignano, definiscono invece l’area entro la quale è proibita ogni forma di caccia la strada Pedemontana, via Croce, via Rolda, il Fosso Freddo, via Fornaci, via Nizzola, la sp 569, Strada Sant’Antonio, il Rio Scuro e via Montanara. All’interno delle zone vietate, tuttavia, è comunque consentito, come specificato nell’ordinanza, “catturare, dissuadere e limitare nel numero secondo la legislazione vigente la fauna selvatica che è oggetto dei piani di controllo numerico”. In altri termini, i soggetti autorizzati a fare rispettare i piani di controllo della fauna selvatica, potranno comunque agire in deroga, al fine di evitare che cinghiali e altri animali selvatici possano arrecare danni a un’agricoltura di pregio come quella castelvetrese. Della nuova ordinanza sono stati già informati tutti gli organi competenti, dal Servizio territoriale agricoltura caccia e pesca alle associazioni venatorie del territorio, fino alle associazioni di categoria degli agricoltori e alle associazioni ambientaliste.
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