camposanto
Addio a Claudio Golinelli, capitano d’impresa della Ster
CAMPOSANTO. Si è spento nella notte tra sabato e domenica, al Policlinico di Modena, dopo una lunga malattia, Claudio Golinelli, 70enne camposantese, molto conosciuto in paese come imprenditore e...
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CAMPOSANTO. Si è spento nella notte tra sabato e domenica, al Policlinico di Modena, dopo una lunga malattia, Claudio Golinelli, 70enne camposantese, molto conosciuto in paese come imprenditore e personaggio istrionico e dalla grande goliardia. I funerali si terranno domani alle 10 nella chiesa di Camposanto, in piazza Gramsci, proprio vicino alla villa dove l’uomo viveva. Dopo la cerimonia la salma del 70enne verrà tumulata nel cimitero del paese. Claudio Golinelli si era fatto da solo, buttandosi nel mondo dell’impresa più di 40 anni fa, riuscendo a fondare a Camposanto una ditta specializzata in vendita di attrezzature ginniche e sportive che proprio negli anni ’80, quando il culto per la forma fisica era all’apice, aveva conosciuto un notevole successo. Poi la Ster di San Felice, azienda alimentare che aveva rilevato anni fa, e ricostruita ed inaugurata post sisma a gennaio, alla presenza di diverse autorità, inclusa le compaesane Palma Costi, assessore regionale alla ricostruzione e Antonella Baldini, sindaco di Camposanto.
Golinelli lascia tre figlie, Sandra, Michela, Matilde e poi le sorelle, i generi e i nipoti.
Il capitano d’impresa viene ricordato con stima da tanti amici e conoscenti di Camposanto e San Felice che, negli anni, avevano imparato ad apprezzarlo sia come uomo che come imprenditore. Molti dei quali lo ricordano anche per la sua passione calcistica, coltivata fin da ragazzo con il fratello Alcide, deceduto anni fa, che li aveva portati a seguire i colori rossoneri in diversi stadi d’Italia, tra il famigerato San Siro e il Dall’Ara di Bologna, solo per citarne qualcuno, in nome di quel Milan di cui erano entrambi tifosi sfegatati. (vale. c.)
Golinelli lascia tre figlie, Sandra, Michela, Matilde e poi le sorelle, i generi e i nipoti.
Il capitano d’impresa viene ricordato con stima da tanti amici e conoscenti di Camposanto e San Felice che, negli anni, avevano imparato ad apprezzarlo sia come uomo che come imprenditore. Molti dei quali lo ricordano anche per la sua passione calcistica, coltivata fin da ragazzo con il fratello Alcide, deceduto anni fa, che li aveva portati a seguire i colori rossoneri in diversi stadi d’Italia, tra il famigerato San Siro e il Dall’Ara di Bologna, solo per citarne qualcuno, in nome di quel Milan di cui erano entrambi tifosi sfegatati. (vale. c.)
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