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Addio Albertina, la prima taxista d’Italia

Addio Albertina, la prima taxista d’Italia

Pavullo. Iniziò i servizi nel 1936, sfidando la diffidenza dei colleghi uomini. Oggi l’addio, aveva 103 anni

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PAVULLO. Era il 1936 e Albertina Cortelloni, classe 1913, diventava la prima taxista d’Italia. Lo raccontava spesso: «C’era un ingegnere anziano e del sud. Non appena mi ha visto ha esclamato: “Ah, queste donne”. Era un esame difficile. Appena c’erano domande difficili che gli altri non sapevano, mi diceva: “Avanti, risponda lei”». Ma la tenacia di Albertina ebbe la meglio, regalandole un primato che poi l’ha resa celebre a Pavullo. Lei, originaria di Renno, si trasferì nel capoluogo nel 1935 e per poter lavorare fu anche costretta a prendere la tessera del partito fascista. Ha dovuto anche sfidare la diffidenza dei colleghi uomini e superare i tanti rischi della Guerra come quando rischiarono di spararle scambiando la sua auto per quella di un tedesco oppure quando i partigiani, che le volevano bene, le consigliarono di indossare sempre un maglione rosso per evitare le imboscate. Ma quella tenacia non ha mai abbandonato la taxista, morta nei giorni scorsi a 103 anni dopo due mesi caratterizzati da alcuni problemi di salute dopo una vita arzilla. E oggi ci sarà l’addio con la messa che sarà celebrata nella chiesa di Monteobizzo alle 15 a cui parteciperanno il figlio Paolo con la nuora Maria Teresa e la nipote Rita con Stefano.



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