medolla, il direttore
La casa famiglia: «Basta speculazioni sui nostri ragazzini»
MEDOLLA. Ragazzini che scorrazzano in centro, infastidendo le persone e polemiche sulle case famiglie che ospitano giovani stranieri. L’ultimo episodio diventato di dominio pubblico è l’accerchiamento...
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MEDOLLA. Ragazzini che scorrazzano in centro, infastidendo le persone e polemiche sulle case famiglie che ospitano giovani stranieri. L’ultimo episodio diventato di dominio pubblico è l’accerchiamento di una signora e ora sarà il Consiglio comunale a discuterne dopo l’interessamento di Marco Bergamini. Intanto il professor Vincenzo Durante, responsabile della casa “Seconda stella a destra, l’isola che c’è”, rispedisce al mittente ogni accusa. Lui, che da anni gestisce il centro, è sempre stato in prima linea contro il bullismo, alzando anche le braccia a fronte di situazioni ingestibili. Ma stavolta difende i suoi ragazzi e invita a chiudere ogni speculazione.
«Ho avuto modo di leggere articoli sulla Gazzetta e post sui social network che citano le case famiglia compresa quella di cui sono direttore responsabile - scrive Durante - A seguito di un ultimo articolo e di alcune dichiarazioni esplicitate in un post di un gruppo Facebook “Sei di Medolla se...” in cui si descrivevano una serie di atteggiamenti inadeguati dei miei ospiti a sfavore dei cittadini, ho deciso di recarmi dalle forze dell’ordine. Ho rivolto la richiesta sia alla Polizia municipale che ai carabinieri di essere reso edotto di eventuali denunce, dichiarazioni ufficiali o richieste di aiuto provenienti da cittadini rispetto ad ipotetici danni arrecati dai miei ospiti. Le forze dell’ordine hanno smentito ogni forma ufficiale di comunicazione, confermando il mio sospetto che si tratta solo di informazioni mendaci e diffamatorie volte a fomentare la paura del diverso con strumentalizzazioni di natura personale e di ideologia politica. Tengo a precisare che nella lunga esperienza quindicinale nella gestione della Casa Famiglia il mio interesse primario è quello di svolgere un lavoro educativo, volto al rispetto della legalità ed alla convivenza civile attraverso un programma di educazione civica che ogni giorno svolgiamo insieme ad operatori competenti. È di mio totale interesse individuare situazioni di inadeguatezza promosse dai beneficiari del progetto. In passato la mia équipe ed io siamo stati celeri nell’individuare e segnalare soggetti che non sottostavano alle nostre regole palesando una concreta difficoltà nel percorrere un processo di inclusione sociale. In tali occasioni, a seguito della segnalazione ai Servizi sociali incaricati, abbiamo proceduto con l’allontanamento dalla struttura senza alcuna esitazione».
E infine l’appello ai cittadini: «Nel caso in cui si verifichi un episodio ed un atteggiamento poco consoni da parte dei miei ospiti sarei grato alla cittadinanza affinché mi permetta di intervenire e di individuare i trasgressori. In caso contrario ho però il dovere di salvaguardarli da ogni genere di strumentalizzazione ed attacco che non favoriscono un buon percorso educativo e di integrazione. Non dubitiamo sulla veridicità di tali episodi, ma contestiamo che essi siano sempre per pregiudizio ricondotti alla mia casa famiglia. Sul territorio e nell’hinterland infatti ci sono case famiglia, comunità per minori, nonché un numero consistente di famiglie migranti tra cui qualcuno potrebbe essere stato promotore di atti condannabili».
«Ho avuto modo di leggere articoli sulla Gazzetta e post sui social network che citano le case famiglia compresa quella di cui sono direttore responsabile - scrive Durante - A seguito di un ultimo articolo e di alcune dichiarazioni esplicitate in un post di un gruppo Facebook “Sei di Medolla se...” in cui si descrivevano una serie di atteggiamenti inadeguati dei miei ospiti a sfavore dei cittadini, ho deciso di recarmi dalle forze dell’ordine. Ho rivolto la richiesta sia alla Polizia municipale che ai carabinieri di essere reso edotto di eventuali denunce, dichiarazioni ufficiali o richieste di aiuto provenienti da cittadini rispetto ad ipotetici danni arrecati dai miei ospiti. Le forze dell’ordine hanno smentito ogni forma ufficiale di comunicazione, confermando il mio sospetto che si tratta solo di informazioni mendaci e diffamatorie volte a fomentare la paura del diverso con strumentalizzazioni di natura personale e di ideologia politica. Tengo a precisare che nella lunga esperienza quindicinale nella gestione della Casa Famiglia il mio interesse primario è quello di svolgere un lavoro educativo, volto al rispetto della legalità ed alla convivenza civile attraverso un programma di educazione civica che ogni giorno svolgiamo insieme ad operatori competenti. È di mio totale interesse individuare situazioni di inadeguatezza promosse dai beneficiari del progetto. In passato la mia équipe ed io siamo stati celeri nell’individuare e segnalare soggetti che non sottostavano alle nostre regole palesando una concreta difficoltà nel percorrere un processo di inclusione sociale. In tali occasioni, a seguito della segnalazione ai Servizi sociali incaricati, abbiamo proceduto con l’allontanamento dalla struttura senza alcuna esitazione».
E infine l’appello ai cittadini: «Nel caso in cui si verifichi un episodio ed un atteggiamento poco consoni da parte dei miei ospiti sarei grato alla cittadinanza affinché mi permetta di intervenire e di individuare i trasgressori. In caso contrario ho però il dovere di salvaguardarli da ogni genere di strumentalizzazione ed attacco che non favoriscono un buon percorso educativo e di integrazione. Non dubitiamo sulla veridicità di tali episodi, ma contestiamo che essi siano sempre per pregiudizio ricondotti alla mia casa famiglia. Sul territorio e nell’hinterland infatti ci sono case famiglia, comunità per minori, nonché un numero consistente di famiglie migranti tra cui qualcuno potrebbe essere stato promotore di atti condannabili».
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