Muore incastrato mentre pesca in apnea
di Andrea Gilioli
Antonio Natalizio, 80 anni, era tornato a Nardò per le vacanze: appassionato di mare è rimasto bloccato nella scogliera
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FIORANO. Era uscito di casa all’alba per sentire ancora l’emozione di immergersi nell’acqua fresca, ancora placida e senza turisti. Era la sua passione e anche ieri mattina Antonio Natalizio, 80 anni, residente in via San Francesco a Fiorano, aveva scelto di dilettarsi in una battuta di pesca in apnea. Aveva infilato la muta da sub, le pinne e la maschera, strumenti necessari per godersi un’uscita in solitaria, bella, rilassante, rinvigorente. Lui, che quel mare tra Sant’isidoro e Torre Inserraglio lo conosceva bene in quanto originario di Nardò, a pochi metri dal luogo in cui ha però trovato la morte. Perché l’anziano, ancora molto attivo e svelto, era un attento subacqueo, conosceva le insidie di quel tratto e adottava tutte le precauzioni possibili. Che ieri mattina, però, non sono servite.
Natalizio, infatti, non è più emerso dall’acqua. È rimasto incastrato con le gambe in una fessura della scogliera. Ha tentato di liberarsi, di sfruttare la forza della disperazione per riprendere ossigeno e rubricare quel frangente soltanto come una brutta esperienza. Ma non è andata così. I familiari, non vedendolo tornare a casa, hanno vissuto momenti di apprensione. Quel ritardo era troppo strano e così è stato avverito il 1530, il numero di emergenza della Capitaneria di porto. Sono state evidentemente fornite indicazioni adeguate per circoscrivere l’area delle ricerche tanto che sul posto sono state inviate motovedette, la Cp 848 e la Cp 327, che hanno iniziato ad ispezionare l’area di mare nei pressi della scogliera. Così come in prossimità dell’area interessata dalle ricerche sono stati attivati i vigili del fuoco e il personale sanitario del 118, ossia tutta la macchina dei soccorsi che avrebbe dovuto intervenire in emergenza nel caso di un positivo ritrovamento dell’sub.
Ed invece, dopo qualche ora dalla segnalazione, i familiari sono stati raggiunti dalla tragica comunicazione: Antonio era stato trovato senza vita nel mare di casa, incastrato tra gli scogli. Gli addetti della capitaneria di porto lo hanno portato a riva con ancora indosso la tenuta da subacqueo mentre il personale medico, alle 8.47, ha dovuto constatare il decesso. Sono stati quindi avvertiti i carabinieri, che hanno a loro volta informato il magistrato di turno. La Procura ha quindi disposto il trasferimento della salma - effettuato dalla Funeral Center Linea Verde di Nardò - all’istituto di Medicina legale a disposizione del pm, che dovrà valutare se disporre gli esami autoptici oppure, a fronte di una dinamica ormai molto chiara, autorizzare subito i funerali.
Natalizio, che nel modenese aveva una piccola impresa edile, si trovava in vacanza con la moglie Rita. A Fiorano abita anche la figlia Anna, che è partita immediatamente per Nardò per stare accanto alla madre e al fratello Ivano.
Natalizio, infatti, non è più emerso dall’acqua. È rimasto incastrato con le gambe in una fessura della scogliera. Ha tentato di liberarsi, di sfruttare la forza della disperazione per riprendere ossigeno e rubricare quel frangente soltanto come una brutta esperienza. Ma non è andata così. I familiari, non vedendolo tornare a casa, hanno vissuto momenti di apprensione. Quel ritardo era troppo strano e così è stato avverito il 1530, il numero di emergenza della Capitaneria di porto. Sono state evidentemente fornite indicazioni adeguate per circoscrivere l’area delle ricerche tanto che sul posto sono state inviate motovedette, la Cp 848 e la Cp 327, che hanno iniziato ad ispezionare l’area di mare nei pressi della scogliera. Così come in prossimità dell’area interessata dalle ricerche sono stati attivati i vigili del fuoco e il personale sanitario del 118, ossia tutta la macchina dei soccorsi che avrebbe dovuto intervenire in emergenza nel caso di un positivo ritrovamento dell’sub.
Ed invece, dopo qualche ora dalla segnalazione, i familiari sono stati raggiunti dalla tragica comunicazione: Antonio era stato trovato senza vita nel mare di casa, incastrato tra gli scogli. Gli addetti della capitaneria di porto lo hanno portato a riva con ancora indosso la tenuta da subacqueo mentre il personale medico, alle 8.47, ha dovuto constatare il decesso. Sono stati quindi avvertiti i carabinieri, che hanno a loro volta informato il magistrato di turno. La Procura ha quindi disposto il trasferimento della salma - effettuato dalla Funeral Center Linea Verde di Nardò - all’istituto di Medicina legale a disposizione del pm, che dovrà valutare se disporre gli esami autoptici oppure, a fronte di una dinamica ormai molto chiara, autorizzare subito i funerali.
Natalizio, che nel modenese aveva una piccola impresa edile, si trovava in vacanza con la moglie Rita. A Fiorano abita anche la figlia Anna, che è partita immediatamente per Nardò per stare accanto alla madre e al fratello Ivano.
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