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Barga in contropiede: «Riscattiamo il rifugio e lo diamo a un altro»

di Daniele Montanari
Barga in contropiede: «Riscattiamo il rifugio e lo diamo a un altro»

Gli Usi Civici: «Non possiamo vendere lo stabile al lago Santo C’è una perizia in corso e abbiamo la fila per poterlo gestire»

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PIEVEPELAGO. Gelano le speranze di Giorgio Ballestri gli Usi Civici di Barga. All’indomani della conferenza stampa col senatore Carlo Giovanardi, che ha invocato una soluzione “in cui prevalga la ragionevolezza” sul rifugio Marchetti del Lago Santo, l’Amministrazione Separata dei Beni (Asbuc) del paese lucchese fa sapere di non avere nessuna intenzione di riconsegnare la struttura al vecchio gestore (e proprietario delle mura) ma di volerla ristrutturare per darla ad altri.

La vicenda è relativa a una diatriba tra Barga e Pievepelago vecchia di 600 anni. Fatto sta che il terreno in cui sorge il rifugio (costruito nel 1936 da Tullio Marchetti) è di proprietà dell’Asbuc di Barga, che nell’ottobre 2015 ha sfrattato Ballestri per morosità, perché insolvente di 13mila euro sull’affitto del terreno dopo che le frane sulla strada per Tagliole avevano stoppato l’afflusso dei turisti. Il proprietario della struttura si è quindi ritrovato fuori dal luogo di residenza senza vedersi riconosciuto alcun corrispettivo per il valore dell’immobile.

Già prima c’erano state cause su cause, e ne sono ovviamente seguite altre. Nel mentre la storica struttura è sempre rimasta chiusa. La voglia di Ballestri di riprenderne in mano le redini è però bruscamente stoppata da Barga: «Non possiamo vendergli il terreno perché per Statuto le nostre proprietà sono inalienabili - fanno sapere dall’Asbuc - L’orientamento condiviso nella comunità che rappresentiamo è quindi quello di riscattare l’immobile e di ristrutturarlo, perché ci sono gli impianti da mettere a norma, tetto da sistemare e via dicendo. Abbiamo dato incarico a un tecnico di effettuare la stima del valore immobiliare, che sarà presentata in Tribunale: la cifra che verrà fuori la corrisponderemo a Ballestri e volteremo pagina».

A meno che non si profili una guerra contabile, perché per Ballestri il tutto non vale meno di 770mila euro. Anche quelli di Barga comunque premono per poter riaprire al più presto, consci delle potenzialità turistiche: «Il rifugio deve tornare ad essere operativo come un tempo -rimarcano - su questo non c’è dubbio».

Ma sulla gestione potrebbe profilarsi una beffa per Ballestri: escluso lui, si sta lavorando per affidare il rifugio a suoi compaesani o vicini: «Abbiamo la fila di persone di Pievepelago o di Fiumalbo che si sono offerte come gestori - precisano da Barga - e noi siamo d’accordissimo di affidare la struttura a gente del luogo». Il tutto a meno di colpi di scena elettorali: ad ottobre infatti scade il mandato di presidente e Consiglio dell’Asbuc, e bisognerà vedere se dalle urne uscirà un orientamento confermato.

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