Gargano, tentazione segreteria
L’assessore di Castelfranco scelto da Richetti scioglierà la riserva entro un mese
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Un po’ di tempo c’è, ma non tantissimo. Quello utile coinciderà sostanzialmente con la Festa di Ponte Alto, con qualche giorno in più per arrivare a depositare i nomi (o il nome) entro il primo ottobre. Perché la kermesse provinciale del Pd, oltre a essere la prima dopo la scissione che ha portato alla nascita di Mdp, è anche quella che precede di poco il congresso che porterà all’elezione del nuovo segretario provinciale (oltre a quelli di circolo). E anche se il mese decisivo sarà quello di settembre, qualche movimento tra luglio e agosto c’è stato. Al momento di nomi in campo ce n’è solo uno, peraltro con riserva, visto che il diretto interessato non ha ancora detto ‘sì’: Giovanni Gargano, assessore alla Sicurezza a Castelfranco, è l’uomo sul quale i renziani legati al parlamentare fioranese Matteo Richetti hanno deciso di puntare. L’ultima parola spetta appunto a Gargano stesso, che sta valutando come muoversi, considerato anche che nel 2019 a Castelfranco ci saranno le amministrative e il Pd è alla ricerca del successore del sindaco Stefano Reggianini. E mentre resta da capire se anche l’area renziana legata alla presidente del Consiglio comunale modenese Francesca Maletti e al consigliere regionale Giuseppe Boschini sarà disposta ad appoggiare la candidatura voluta da Richetti, dall’altra parte c’è un grande punto interrogativo: anche la sinistra del partito, infatti, potrebbe esprimere un candidato, ma al momento sul fronte degli ‘orlandiani’ non c’è nulla di certo, a partire dalla posizione del senatore Stefano Vaccari. Tra le possibili candidature ci sono quelle di Filippo Molinari, sindaco di Medolla, e dell’assessore allo Sport di Castelfranco Leonardo Pastore - con lui in campo potrebbe essere ‘derby’ con Gargano - ma c’è appunto da capire come si muoverà la sinistra, che dopo il congresso nazionale ha perso compattezza. Sinistra che partirebbe svantaggiata rispetto ai renziani, ma che ricompattandosi potrebbe giocarsela, perché le logiche nazionali non valgono necessariamente anche per il congresso provinciale, tenendo conto che al congresso (che si terrà entro il 15 ottobre) voteranno solo gli iscritti e che anche sul fronte renziano non è scontata la convergenza tra le due fazioni modenesi. Uno scenario in movimento, insomma, con l’ipotesi candidato unico che piacerebbe a diversi democratici - a partire dal sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli - ma che al momento sembra difficilmente raggiungibile, a meno di una (al momento improbabile) discesa in campo dell’attuale segretario cittadino Andrea Bortolamasi. (l.g.)
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