Gazzetta di Modena

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La Fusione va in soffitta I comitati ora esultano

di Marco Pederzoli
La Fusione va in soffitta I comitati ora esultano

L’Unione Terre di Castelli accantona l’idea di accorpare i vari Comuni del distretto Le associazioni del “No” si sciolgono: «Abbiamo vinto, non c’è più bisogno di noi» 

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SPILAMBERTO. I comitati contrari alla Fusione dei Comuni dell’Unione “Terre di Castelli”, si sono sciolti perché il percorso per arrivare alla Fusione è stato accantonato dagli amministratori dell’Unione. Ad annunciare lo scioglimento dei comitati no fusione di Spilamberto, Marano e Castelnuovo sono stati alcuni tra gli stessi fondatori: Alessandro Damiano e Laura Galloni per Spilamberto, Gianni Manzini e Gianni Giovannelli per Marano, Claudio Botti per Castelnuovo. In una nota congiunta, i contrari alla fusione spiegano: «Le fusioni dei Comuni per ora sono archiviate. I comitati no fusione dei Comuni hanno vinto e si sciolgono. La Fusione dei comuni dell’Unione e di Montese (nove), ipotesi iniziale dell’establishment, così come tutte le altre ipotesi (due comuni, uno della montagna ed uno della pianura, o due baracconi, uno composto da Vignola, Marano e Savignano e l’altra fusione tra Spilamberto, Castelnuovo e Castelvetro) sono prima state archiviate e, dopo le elezioni comunali di Vignola e Castelnuovo, sono state definitivamente sepolte. I dati dello studio di Nomisma per la Fusione (Nomisma è la società che era stata incaricata dall’Unione di svolgere uno studio di fattibilità sulla fusione, ndr), alla prova dei fatti, si sono rivelati opachi ed opinabili. Nel programma di mandato – rilevano ancora i contrari alla Fusione - il presidente dell’Unione, Emilia Muratori, ha preso atto della non praticabilità di questa strada, privilegiando la necessità di migliorare l’Unione, mentre intere realtà istituzionali come Savignano, Guiglia, Montese e Zocca, avevano già ufficializzato la loro contrarietà alla Fusione dei Comuni. I cittadini organizzati nei comitati bipartisan No fusione ed il loro coordinamento, in questi due anni hanno svolto un lavoro di corretta informazione, raccolto migliaia di firme, promosso decine di riunioni con i cittadini ed incontrato numerosissime autorità. I Comitati hanno dimostrato attraverso documenti terzi (Ministero degli Interni e Regione) che non vi erano vantaggi nella Fusione ma aumenti della burocrazia, dei costi e diminuzione della qualità dei servizi. Ha perso l’establishment che non ci ha ancora spiegato perché volesse mettere in campo un progetto così strampalato. Hanno vinto la storia e le identità plurisecolari che sono un valore che identificano l’anima di una popolazione e definiscono i singoli cittadini. Siamo, però, pronti a riprenderci se nelle segrete stanze i politici decidessero di riprendere in mano la vicenda. Se così sarà, siamo pronti e già attrezzati per fermarli ai referendum».

Per salutarsi e congedarsi, i comitati danno appuntamento ai cittadini il 12 settembre alle 18 al New York bar di Spilamberto.

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