Gazzetta di Modena

Modena

Quartiere ad alto rischio dove i balordi fanno affari

di Andrea Gilioli
Quartiere ad alto rischio dove i balordi fanno affari

San Lorenzo crocevia per sbandati e spacciatori che si contendono il territorio Non bastano i blitz costanti delle forze dell’ordine e la chiusura di locali pericolosi 

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Un quartiere difficile, quello delle stazioni, di San Lorenzo, dove da tempo i residenti, estenuati, segnalano la presenza di pusher, ma anche frequenti risse e furti. Una piazza di spaccio a pochi passi dal centro storico cittadino, nascosta tra le stazioni e alcuni palazzoni che ospitano negozi e uffici, il tutto unito da un grande parcheggio degradato, quello dell’Unicredit, che a breve dovrebbe essere riqualificato dal Comune. A chi vive e lavora in zona la notizia dell’omicidio di domenica sera, perlomeno fino al momento in cui non era ancora noto l’esito mortale dell’aggressione, non ha stupito molto. Da anni, infatti, le forze dell’ordine tengono monitorato con particolare attenzione il via vai della delinquenza e non sono una novità i blitz con denunce e fermi per spaccio e altri reati connessi, così come non sono una novità le liti e le risse tra spacciatori e balordi che bazzicano in zona.

Un quartiere, a pochi passi dal centro e all’interno del quale vivono e lavorano centinaia di persone, che sembra - a maggior ragione dopo il feroce omicidio di domenica - aver ereditato l’ingombrante e triste eredità di altre zone della città, più periferiche, dove negli anni addietro si concentrava la delinquenza, sia italiana sia straniera. A rendere maggiormente insicura la zona, come più volte segnalato dai residenti, indubbiamente la presenza delle due stazioni ferroviarie per Modena e per Reggio, che di giorno offrono a spacciatori e delinquenti un rapido modo per allontanarsi dalla città e di notte un riparo poco in vista.

Le stazioni, però, non sono il solo luogo dove si concentra la criminalità, e lo dimostra il fatto che il killer di domenica si sia spinto tranquillamente davanti ad un ristorante e ad una piadineria pieni di gente, in mezzo ad una strada trafficata, per uccidere il proprio concorrente.

I portici dell’ex Saime, così come il cortile dell’ex Tribunale, sono altri luoghi caldi, ma non va meglio neanche sulle panchine che sorgono nelle strade residenziali limitrofe, spesso occupate notte e giorno da stranieri nullafacenti, che vivono di spaccio e altri piccoli reati. Negli ultimi mesi erano stati anche chiusi alcuni locali perché frequentati da pregiudicati e clandestini, ma evidentemente per riportare alla legalità la città il percorso è ancora lungo.

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