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Aimag, i Verdi rompono il fronte del Sì

Aimag, i Verdi rompono il fronte del Sì

L’affondo alla serata di Mdp sul referendum: «Libertà di coscienza» e tra il pubblico scatta la bagarre

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Hanno partecipato cittadini, comitati, esponenti di Possibile, Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista e Verdi, lunedì sera nella sede Anpi, all'appuntamento organizzato da Mdp-Articolo 1 di approfondimento organizzato sul futuro di Aimag in generale e il relativo referendum. Temi su cui tutti sono stati concordi nell'evidenziare come molte persone ancora non abbiano le idee chiare o, addirittura, non siano a conoscenza dell'appuntamento del 10 settembre, quando la città sarà chiamata a esprimere il proprio parere sulla possibilità che il Comune venda le azioni Aimag dando luogo a operazioni di incorporazione o fusione societaria.

Un'opzione, questa, considerata “scellerata” dai sostenitori del Sì in virtù del calibro dell'azienda che, negli anni, è arrivata a rappresentare un modello tra i più avanzati in Italia e, così, rendendosi meritevole di essere salvaguardata.

«Aimag, nel 2016, ha prodotto un fatturato di 223 milioni di euro, un valore equivalente a quello dell’azienda; ha poi raggiunto un utile netto di 17 milioni e il suo indebitamento poggia interamente sugli investimenti, senza contare che ha reinvestito 54 milioni per opere sul territorio - ha spiegato Gianni Ballista, di Articolo Uno - Perché rinunciare a una realtà come questa?».

Tra i partecipanti all'incontro, anche il consigliere comunale Mariella Lugli del Pd: una presenza che non è passata inosservata - dati gli attriti che, in questi mesi, sono intercorsi tra i promotori del referendum e il sindaco Bellelli, cui più volte il Comitato per l'Acqua Pubblica ha rimproverato l'atteggiamento ostruzionista nei confronti dell'argomento - la quale, tuttavia, non è intervenuta.

Tutti d'accordo sulla volontà di istruire il più possibile i cittadini su ciò che andranno a votare a breve, sottolineando come il fatto che il referendum sia "semplicemente" consultivo (ossia non vincoli il sindaco di Carpi a rispettarne l'esito) non debba far sottovalutare la partecipazione al voto. Eppure, una nota stonata ha chiuso la serata: l'intervento di Andrea Artioli dei Verdi ha mosso la palese disapprovazione dei presenti: "invitiamo tutti ad andare a votare - ha affermato - Quanto a dover votare sì, lasciamo a ognuno libertà di coscienza. Non sosteniamo né il no né il sì: i cittadini devono farsi un'idea propria dopo aver ascoltato le une e le altre posizioni".

Valeria Cammarota

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