Alle scuole Mattarella di Modena si studia sui tablet
Taglio ai libri di testo, risparmio di 150 euro a famiglia. E per chi non lo possiede interviene la scuola
MODENA. Le scuole medie Mattarella si confermano all’avanguardia nell’utilizzo della tecnologia digitale al servizio della didattica. Sarà questa, infatti, la prima scuola media modenese a svolgere quasi interamente le lezioni sui tablet, rinunciando all’adozione di buona parte dei libri di testo.
Un cambiamento voluto dal preside Daniele Barca, che sta mettendo a punto gli ultimi accordi legati al potenziamento della rete internet: «È una piccola rivoluzione - spiega in una scuola viva nonostante le ferie dove alunni in vacanza si sono ritrovati a colorare quello che sarà il nuovo palco dell’istituto - che va fatta per gradi. Ecco perché quest’anno, già nel presentare la scuola ai genitori, abbiamo detto di voler puntare sui tablet. Questo non significa che abbandoneremo del tutto i libri, ma li utilizzeremo dove necessario. Abbiamo stimato un risparmio attorno al 50 per cento, da 300 euro di media a 150 euro di titoli acquistati».
Certo, il tablet bisogna possederlo. Chi lo ha di proprietà potrà utilizzare il suo, altrimenti interviene la scuola per coloro che non se lo possono permettere. Le Mattarella hanno già in dotazione diversi tablet e altri ne sono arrivati con successive donazioni o fondi destinati allo sviluppo tecnologico: «Abbiamo lavorato per inserire il tablet di ogni singolo ragazzo all’interno dell’assicurazione della scuola: se si rompe durante l’attività didattica, c’è una copertura. Inoltre si navigherà in sicurezza e solo quando lo vorrà l’insegnante, attraverso l’utilizzo del registro elettronico».
L’utilizzo del tablet, ovviamente, sarà prerogativa di ogni singolo insegnante. I libri adottati hanno tutti la versione digitale, che ogni ragazzo avrà direttamente sul tablet in utilizzo. Ad esempio geografia, così come tecnica o educazione artistica, sfrutteranno il più possibile il digitale. Le lingue, sia italiano che quelle straniere, avranno il supporto cartaceo per la grammatica, ma ad esempio in italiano è stato “tagliato” dalle adozioni il testo di antologia: «La andranno a comporre direttamente gli insegnanti, grazie al potenziamento della nostra biblioteca e all’utilizzo della biblioteca digitale. I libri saranno libri di lettura, che sarà inserita nell’orario di ogni classe, e andranno a comporre il cammino formativo di ogni classe a seconda delle scelte che saranno fatte», spiega Barca.
Carta sì, insomma, ma non a caso e soprattutto laddove si può risparmiare senza sprecare inutili pagine, ben venga anche il digitale, che alle Mattarella già dilaga.
«Il problema - conclude il preside Barca mentre la stampante digitale 3D è sempre al lavoro nel laboratorio appena inaugurato - non è tanto abbandonare i libri, ma continuare ad utilizzare la testa. Il digitale non deve essere visto come un mostro, ma come una opportunità da sfruttare. Certo, con giudizio, ma sfruttando tutte le possibilità che ci può dare».
Davide Berti
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