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Barga e Giovanardi: «Serve un accordo»

Barga e Giovanardi: «Serve un accordo»

PIEVEPELAGO. Sembra esserci più apertura nell’amministrazione comunale di Barga rispetto agli Usi Civici (Asbuc) sul Rifugio Marchetti del Lago Santo. La dinamica è nota ormai: la struttura sorge su...

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PIEVEPELAGO. Sembra esserci più apertura nell’amministrazione comunale di Barga rispetto agli Usi Civici (Asbuc) sul Rifugio Marchetti del Lago Santo. La dinamica è nota ormai: la struttura sorge su terreno Asbuc ma è stata costruita da Tullio Marchetti nel 1936 ed ereditata da Giorgio Ballestri, che nell’ottobre 2015 è stato sfrattato per morosità. Ci sono cause su cause, e il rifugio resta chiuso. L’Asbuc vuole riscattarlo e poi affidarlo a un gestore che non sia Ballestri. Ma il Comune sembra più morbido: «La situazione deve essere risolta in modo pacifico - dice Pietro Onesti, assessore alle Politiche per la Montagna - È giusto che Barga riscatti l’immobile perché è sul suo terreno, e che a Ballestri sia corrisposto un valore congruo. Dopo verrà fatto un bando pubblico di gestione, ma credo che nulla vieti di inserire condizioni che permettano anche a Ballestri di partecipare e magari con un punteggio di partenza superiore essendo il gestore storico».

«A leggere certe dichiarazioni dell’Asbuc così ostili a Ballestri nasce qualche perplessità sul come si sia sviluppata la vicenda - dice il senatore Carlo Giovanardi - Volevo portare un ramoscello d’ulivo e arrivare a una soluzione condivisa che riconosca anche il diritto della famiglia Ballestri a continuare l’attività. Se si va avanti in questa guerra giudiziaria il rifugio rischia di rimanere chiuso ancora anni. E per soddisfazione di chi?». (d.m.)

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