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Chiusa senza appello Per l’ex Kverneland un incontro a vuoto

Chiusa senza appello Per l’ex Kverneland un incontro a vuoto

Fiom: «La cessione dell’azienda puntava a un forte rilancio Le garanzie sino al 12 luglio: che è successo all’improvviso?»

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«Esistono altri imprenditori disposti a rilevare la ex Kverneland di casa nostra? C’è la possibilità e la disponibilità di due parti per sede attorno a un tavolo comune con sindacato e Comune di Modena per continuare a fabbricare quei pezzi necessari alla casa madre e che hanno reso famosa l’azienda modenese a livello europeo?».

Sono state queste in buona sintesi le domande della difficile trattativa in cui sono coinvolti una trentina di lavoratori che dal 1° agosto sono rimasti senza lavoro e senza azienda. L’ultimo titolare, l’avvocato Francesco Borgogna, dopo il passaggio fra tre proprietà in un anno ha scritto la parola fine mettendo in liquidazione la ditta. Le maestranze, che avevano un contratto di solidarietà, sono licenziate e i capannoni a Modena ovest, vuoti di lavoro, di pezzi e macchinari, sono il simbolo del disimpegno totale.

L’incontro di ieri in Comune non ha fatto altro che ripetere il dialogo senza risposte che va avanti da quattro settimane, da quando cioè l’avvocato Borgogna, dopo infinite assicurazioni sulla competitività dell’azienda e le promesse ininterrotte di rilancio aziendale e di ricerca di nuovi mercati, ha chiuso i battenti alla ditta alla chetichella, alla vigilia delle ferie. Anche la pratica della liquidazione è emigrata, come le dotazioni aziendali; la nuova sede legale è stata spostata a Napoli.

«L’ incontro era stato convocato dal Comune di Modena su nostra sollecitazione - dice la Fiom - per conoscere le motivazioni che hanno portato la proprietà alla non condivisibile scelta di porre l’azienda in liquidazione dall’inizio di agosto aprendo una procedura di licenziamento collettivo per tutti i lavoratori. La direzione aziendale ha illustrato i motivi economici che avrebbero determinato la decisione».

«Quello che ci è stato detto non ci ha convinto - continua il sindacato dei metalmeccanici della Cgil - Il 12 luglio scorso, in presenza del Comune e di Kverneland, la stessa proprietà aveva presentato un quadro generale nel quale dichiarava che a fine luglio i bilanci sarebbero stati in ordine con una situazione tale da garantire la ripresa della produzione al rientro dalle ferie. Chiediamo: cosa è successo nella seconda metà di luglio per modificare in modo così radicale il futuro dell’impresa? Quali sono le responsabilità della direzione di Mec Mac Modena? Ci sono responsabilità di Kverneland?».

«Non possiamo accettare - sintetizza il segretario Fiom, Cesare Pizzolla - che a un anno di distanza dal primo accordo firmato presso il Comune di Modena, quando con la cessione si era riusciti a salvaguardare tutti gli occupati, ora si ripresenti nuovamente lo spettro della chiusura. In tempi rapidi si deve trovare una soluzione condivisa per i 28 dipendenti ancora in forza. Kverneland deve assumersi le proprie responsabilità contribuendo a trovare quella soluzione condivisa per i suoi ex dipendenti. La soluzione deve avere come elemento centrale il salvataggio dell’occupazione. Infatti queste persone a causa della scellerata decisione aziendale si troverebbero in completa assenza anche di ammortizzatori sociali conservativi?».

Di qui l’ultima carta da spendere nel prossimo incontro tra due settimane. «Quando ci rivedremo in Comune ai primi di settembre - conclude Pizzolla - alla presenza di Kverneland, ci aspettiamo elementi utili per aprire uno spiraglio nella a vicenda che sta gettando nella a disperazione le 28 famiglie rimaste senza redditi».

«Il Comune - fa sapere l’assessore Bosi - continuerà a coordinare il tavolo per vagliare ogni possibile soluzione della crisi in cui versa l’azienda».(s.c.)

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