finale
Elisa e quegli scatti che raccontano di sé
FINALE. Si chiama “Il battito della mia luce” ed è la mostra fotografica che la professionista Elisa Martellozzo ha allestito all’osteria “La Fefa” sempre aperta all’arte. Gli scatti della giovane...
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FINALE. Si chiama “Il battito della mia luce” ed è la mostra fotografica che la professionista Elisa Martellozzo ha allestito all’osteria “La Fefa” sempre aperta all’arte. Gli scatti della giovane artista, allestiti dall’architetto Luigi Dignatici, raccontano “quello che ho sempre visto con meraviglia durante la mia infanzia ma non ho avuto modo di fotografarlo perché oggettivamente troppo piccola - svela Elisa - Per questo motivo l’ho ricercato, l’ho voluto rivedere e rivivere dietro alla macchina fotografica, con una consapevolezza diversa, con una maturità diversa, con una capacità professionale che non potevo avere da bambina. Alle spalle del lavoro non c’è solo emozione ma anche ricerca tecnica. La prima sala è stata allestita con le foto del mare più vicino alla terra in cui sono nata: i pontili del Lido di Volano in inverno».
Proseguendo nel tour virtuale della mostra si arriva nella seconda sala che è “quasi interamente dedicata alle mie nonne, alle loro mani da lavoratrici, intente una a fare i tortellini in casa e l’altra a sgranare i fagioli in cortile. Poi non potevo trascurare i miei animali, le oche del cortile, le galline, la mia adorata cavalla (in pensione dopo l’agonismo di anni passati assieme sui campi del salto ostacoli), i cani”.
E per completare l’allestimento ecco il filo conduttore che ha portato la fotografa dal Ferrarese a Finale. «A simboleggiare il passaggio da quella terra a questa ho inserito due panorami, all’alba: il primo davanti alla casa dei miei genitori, dove ho passato l’intera infanzia e il secondo sull’argine del Panaro, qui a Finale».
Elisa Martellozzo entra così di diritto tra i pochi fotografi che hanno visto le proprie opere in esposizione alla “Fefa”. Prima di lei l’osteria aveva accolto i lavori di due fuoriclasse dell’obiettivo ossia Luigi Ghirri e Sebastiao Salgado. Nessun paragone, certo, ma comunque la soddisfazione di essere entrata in un tempio quasi sacro della gastronomia e dell’arte senza poi scordare quegli scatti familiari che da qualche anno hanno fatto di Elisa una delle professioniste più apprezzate del paese.
Proseguendo nel tour virtuale della mostra si arriva nella seconda sala che è “quasi interamente dedicata alle mie nonne, alle loro mani da lavoratrici, intente una a fare i tortellini in casa e l’altra a sgranare i fagioli in cortile. Poi non potevo trascurare i miei animali, le oche del cortile, le galline, la mia adorata cavalla (in pensione dopo l’agonismo di anni passati assieme sui campi del salto ostacoli), i cani”.
E per completare l’allestimento ecco il filo conduttore che ha portato la fotografa dal Ferrarese a Finale. «A simboleggiare il passaggio da quella terra a questa ho inserito due panorami, all’alba: il primo davanti alla casa dei miei genitori, dove ho passato l’intera infanzia e il secondo sull’argine del Panaro, qui a Finale».
Elisa Martellozzo entra così di diritto tra i pochi fotografi che hanno visto le proprie opere in esposizione alla “Fefa”. Prima di lei l’osteria aveva accolto i lavori di due fuoriclasse dell’obiettivo ossia Luigi Ghirri e Sebastiao Salgado. Nessun paragone, certo, ma comunque la soddisfazione di essere entrata in un tempio quasi sacro della gastronomia e dell’arte senza poi scordare quegli scatti familiari che da qualche anno hanno fatto di Elisa una delle professioniste più apprezzate del paese.
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