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«Energia, gli sconti non bastano più»

«Energia, gli sconti non bastano più»

«Le imprese italiane sono svantaggiate rispetto a quelle europee non solo per l’alto prezzo finale pagato ma, più in generale, per una bolletta mal strutturata. Oltre a pagare un prezzo molto elevato...

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«Le imprese italiane sono svantaggiate rispetto a quelle europee non solo per l’alto prezzo finale pagato ma, più in generale, per una bolletta mal strutturata. Oltre a pagare un prezzo molto elevato per la componente “energia”, le imprese italiane sopportano il prelievo fiscale in assoluto più alto d’Europa». Parole di Ermes Ferrari, responsabile dell’ufficio studi Cna a proposito di un tema che sta in cima alle preoccupazioni delle piccole imprese, ovvero il costo dell’energia.

«Intervenire modificando questa ingiusta penalizzazione dovrebbe essere facile e senza costi - aggiunge Ferrari - Ma soprattutto è necessario, perché per quanto ci si sforzi non è più sufficiente. Cna Modena nel 2016 è riuscita a far risparmiare il 20% alle oltre 400 imprese che hanno acquistato oltre 70 milioni di kilowatt grazie alla nostra mediazione ma oggi tutto questo non basta più».

«Stiamo parlando di bollette più care fino al 46%, per le imprese più piccole, ma anche le industrie arrivano al 24%. Rispetto a Finlandia, Ungheria e Romania, i paesi più economici in questo senso - prosegue Ferrari - Colpa delle tasse sull’energia, che nel nostro paese incidono di gran lunga più che in tutte le altre nazioni, ma colpa anche dei costi per la rete di distribuzione. E sono proprio questi ultimi ad incidere maggiormente sulle piccole imprese, che sopportano il 35% di queste ultime a fronte di un consumo del 25% sul totale, mentre le cosiddette aziende energivore – le più grandi – pagano solo il 7% di questi costi e quelle medie il 34% pur consumando quasi il 36% del totale».

E una ulteriore analisi svolta da Cna ha permesso di far emergere poi che le micro e piccole imprese italiane, oltre a pagare un prezzo decisamente maggiore rispetto alle imprese europee aventi la stessa dimensione, sono fortemente svantaggiate anche rispetto alle imprese più strutturate e con maggiori consumi. Nel 2016 infatti le piccole imprese hanno sopportato il 35,2% degli oneri generali complessivi dell’intero sistema (in valore assoluto 5,6 miliardi di euro) a fronte di un consumo pari al 25,9% del totale. Le imprese medio-grandi, al contrario, pur avendo consumato una quota di energia decisamente maggiore (35,6% del totale) hanno sostenuto il 34,1% degli oneri complessivi. Infine le imprese maggiormente strutturate (energivore) hanno acquistato il 14,0% dell’energia complessivamente consumata lo scorso anno contribuendo però solo al 7,4% degli oneri complessivi.

È possibile porre rimedio a questa situazione? Secondo la Cna sì ma occorre farlo muovendo la leva fiscale, insomma le leggi perchè anche consorziando i gruppi d’acquisto il risparmio finale per i “piccoli” è modesto non genera competitività sufficiente.

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