Niente dispositivi medici, per averli a Nonantola si va a Milano
Una donna 35enne ne ha diritto a causa di una grave patologia ai reni «La consegna è sempre in ritardo. Sono dovuta andarli a prendere di persona»
NONANTOLA. Quando avere una fornitura di dispositivi medici ai quali si ha diritto diventa un’odissea e ad essa si sommano telefonate, tour delle farmacie e viaggi da Modena a Milano, si è chiaramente di fronte ad un caso di malasanità.
Una vicenda che sta sfibrando una coppia trentacinquenne di Nonantola e che Cosimo Bianchi ricostruisce così: «Mia moglie soffre fin da bambina di un handicap a livello di reni e urinario. La funzionalità di uno dei reni è all’uno per cento. Usa vari cateteri al giorno per poter urinare. L’Ausl di Modena le ha riconosciuto permanenza di patologia. Conseguentemente, anche la fornitura di un determinato numero di cateteri da ritirare ogni trimestre nel presidio di Castelfranco. La data della consegna, però, non è mai rispettata. Mia moglie si presenta nel giorno prestabilito e si sente dire “Ripassi tra qualche giorno”. Come sarebbe a dire ripassi? Nessun essere umano può trattenere l’urina, tanto meno chi ha una grave patologia. Del protrarsi e ripetersi di risposte di quel tenore non ne possiamo più». La moglie Adelina usa un dispositivo specifico, che le farmacie non vendono.
«Le farmacie hanno solo dei campioni. Quando so che mia moglie, quel giorno, andrà a Castelfranco per il ritiro, le telefono. “Amore, come è andata?” Dalla sua voce rotta intuisco da solo. Allora, quel giorno stesso, giriamo per le farmacie a spiegare il problema. Alcuni farmacisti si impietosiscono e ci danno uno o due cateteri campione. Il 24 luglio a Castelfranco ci hanno risposto che il pacco non era arrivato ma di stare tranquilli che per la data del 3 agosto ci sarebbe stato. Invece il 31 luglio ci hanno detto che erano stati ordinati ma che, per un disguido, non sarebbero arrivati, quindi di arrangiarsi per un paio di settimane e di contattare il numero verde! Subito dopo sono andato dai Carabinieri di Nonantola, ai quali ho raccontato tutto. Ero disperato. Mi hanno detto di far partire raccomandate con ricevuta di ritorno sia alla Asl di Modena che allo stesso comando dei Carabinieri di Nonantola e al sindaco".
"Nel frattempo, mia moglie, nella sua straordinaria forza umana e intellettiva, ha telefonato alla Hollister in Svizzera (la ditta che produce i cateteri, ndr) per sapere se il suo pacco era partito in tempo. Sono stati gentili, al punto da fornirle le coordinate della loro base a Milano affinché ricevesse supporto. Quando dal capoluogo lombardo le hanno risposto che le sarebbero venuti incontro, ma eccezionalmente, con una fornitura per dodici giorni, lei è andata a Modena, è salita sul treno, a Milano ha preso un taxi e si è presentata nella sede della Hollister. Dove pure le hanno dato prova che la nostra fornitura era partita in tempo per Modena. I chilometri tra Modena e Castelfranco saranno 15. Perché la fornitura non arriva puntuale, nella data stabilita? Oggi, lunedì 21, ho ritirato quella del 3 agosto. Il trimestre decorre da oggi invece che dal 3. Viviamo con questi disservizi da tre anni. Se dico che siamo stanchi sarà a buon diritto, o no? Si parla di malasanità al sud eppure, la sera, dopo aver messo a letto le bimbe, ci guardiamo negli occhi e, ogni volta, Adelina ed io ci chiediamo ma dove stiamo vivendo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
