Gazzetta di Modena

Modena

«Quell’uomo insanguinato vagava in strada»

di Andrea Gilioli
«Quell’uomo insanguinato vagava in strada»

L’assassino notato da un gruppo di amici: «Crediamo fosse lui, era sotto choc e camminava a fatica»

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Said Boufes, il killer che domenica sera a Sassuolo ha ucciso il connazionale Mohamed Hamid, con ogni probabilità, dopo l’agguato mortale, ha vagato per diverso tempo nella zona tra il centro e Madonna di Sotto, prima di riuscire a raggiungere la stazione di Modena.

Alcuni giovani, che si trovavano in un bar di via Radici in Piano, la stessa in cui è avvenuto il delitto, hanno infatti raccontato di aver visto, almeno un’ora dopo il delitto, un uomo vestito di scuro percorrere la provinciale in direzione Modena. L’avvistamento, naturalmente da prendere con le dovute cautele visto il buio che caratterizza alcuni tratti della strada, sarebbe avvenuto nel tratto di poche centinaia di metri che separa il luogo dell’agguato dalla rotonda di Madonna di Sotto.

«Ad un certo punto - racconta una ragazza che in quel momento si trovava all'esterno del bar con alcuni amici - abbiamo visto passare, dall’altro lato della carreggiata, un uomo con una maglia blu e i pantaloni neri. Ha attirato la mia attenzione perché aveva il braccio e la faccia sporchi di sangue e si muoveva in modo strano. Sembrava avesse degli spasmi e camminava a fatica».

La giovane che, probabilmente, ha incrociato l’assassino Said non sapeva quanto fosse accaduto circa un'ora prima a poche centinaia di metri. «Sia io sia gli amici - continua - siamo rimasti sconvolti vedendo quella scena, quell’uomo ferito che camminava a scatti, ma mai avremmo pensato a qualcosa di simile. Solo dopo, uscendo dal locale e facendo rientro a casa, abbiamo visto le auto della polizia che facevano i rilievi di fronte alla piadineria Dedalus e abbiamo letto la notizia del delitto. Siamo ancora sconvolti, come credo tutta la città».

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